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Studio condiviso tra professionisti: come dividere costi, stanze e orari

Dividere lo studio con un collega fa risparmiare, ma basta un accordo a voce o un'agenda in comune scritta male per litigare su fatture e stanze. Ecco come mettere ordine, un passo alla volta.

Aggiornato al · Lettura: circa 7 minuti

In breve. Prima di tutto scegli la formula: spese comuni divise tra colleghi o affitto di una stanza o postazione da un collega. In entrambi i casi metti tutto per iscritto: spazi, orari, quote, assicurazioni e privacy. Secondo l'Agenzia delle Entrate, il riaddebito delle spese comuni tra professionisti non associati va fatturato con IVA ordinaria, anche se le tue sedute ai pazienti sono esenti. Autorizzazioni e comunicazioni dipendono dalla Regione e da cosa fai nello studio: verifica con Ordine, ASL e commercialista.

Prima scegli la formula: spese divise o stanza in affitto

Fisioterapisti, osteopati, nutrizionisti e psicologi condividono spesso gli spazi. Le formule più comuni sono due, e hanno conseguenze diverse.

In tutti e due i casi resti autonomo: pazienti, compensi, agenda e responsabilità restano tuoi. Fai attenzione se l'organizzazione inizia a somigliare a un rapporto di lavoro (orari imposti, pazienti assegnati dal titolare): può essere riqualificata.

Esiste anche la strada dell'associazione professionale o della società tra professionisti, con regole proprie: è una scelta da fare con il commercialista.

Il contratto: cosa scrivere nero su bianco

Un accordo a voce regge finché va tutto bene. Al primo dubbio su chi deve cosa, serve un documento. Questi sono i punti da non dimenticare:

Scrivi anche come si calcolano le spese. In un caso esaminato dall'Agenzia delle Entrate, la divisione forfettaria decisa a voce è finita davanti al giudice ed è stata sostituita da un calcolo analitico delle spese. Un criterio chiaro fin dall'inizio evita discussioni.

Come dividere stanze e orari senza sovrapposizioni

È il punto dove nascono più attriti. Due pazienti in sala d'attesa per la stessa stanza, un collega che entra a seduta iniziata, il lettino occupato quando serve a te. Qualche regola semplice aiuta molto:

  1. Una sola agenda per ogni stanza, visibile a tutti. Il quaderno all'ingresso o il foglio condiviso funzionano finché qualcuno non dimentica di aggiornarli.
  2. Fasce fisse per i turni lunghi (per esempio lunedì mattina a te, lunedì pomeriggio al collega) e prenotazione della stanza per le ore libere.
  3. Pause tra una seduta e l'altra, soprattutto se la stanza va sanificata o riordinata prima del paziente successivo.
  4. Regole chiare per le stanze speciali: la palestra, la stanza con l'apparecchio, quella più silenziosa per i colloqui.
  5. Niente telefonate durante le sedute: se ognuno risponde al telefono tra un paziente e l'altro, il lavoro si interrompe di continuo. Per questo molti studi passano alla prenotazione online (ne parliamo nella guida su prima visita e sedute in studio).

Come ti aiuta HoPosto nello studio condiviso

Con HoPosto ogni professionista ha la sua agenda e lo studio tiene sotto controllo le stanze. Non sostituisce il contratto né il commercialista, ma toglie di mezzo le sovrapposizioni e le telefonate.

HoPosto gestisce gli appuntamenti: cartelle, consensi e invio al Sistema Tessera Sanitaria restano fuori e li gestisci con i tuoi strumenti.

Costi, IVA e fatture tra colleghi

Qui si sbaglia spesso, perché le sedute ai pazienti sono di norma esenti da IVA e si pensa che lo sia tutto. Non è così: il rapporto con il paziente e quello tra colleghi sono due cose diverse.

Se sei in regime forfettario cambiano IVA, deduzioni e soglie, e la ritenuta d'acconto sul canone va valutata caso per caso. Fai impostare tutto dal tuo commercialista prima della prima fattura.

Studio professionale o ambulatorio: le autorizzazioni

Non esiste una regola unica in tutta Italia: decide la Regione, e conta molto cosa fai nello studio. Qualche esempio dalle fonti ufficiali:

In generale, lo studio resta tale quando lavori direttamente e da solo con il paziente, su appuntamento, senza apparecchi o procedure ad alto rischio. Se l'organizzazione diventa più complessa, puoi ricadere tra gli ambulatori, con requisiti e autorizzazioni propri.

Se entri in uno studio di un collega. Verifica cosa copre la pratica già presentata, se le tue attività rientrano e se devi fare una comunicazione a tuo nome. Chiedi al tuo Ordine e all'ASL della zona. Per i primi passi leggi anche come aprire uno studio di fisioterapia o di osteopatia.

Privacy: ognuno è titolare dei dati dei suoi pazienti

Nello studio condiviso ogni professionista tratta i dati dei propri pazienti, e i dati sulla salute sono tra i più protetti. Secondo il Garante privacy, per la cura il professionista sanitario può trattarli senza chiedere il consenso, ma solo per ciò che serve davvero alla prestazione. Il libero professionista deve tenere il registro dei trattamenti.

Per impostare questi documenti puoi rivolgerti al tuo Ordine o a un consulente privacy.

Perché esiste HoPosto: il tuo tempo

Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). In uno studio condiviso il tempo se ne va a coordinarsi: chi ha la stanza, chi risponde al telefono, chi sposta chi. HoPosto è nato per restituirti quel tempo.

Domande frequenti

Se divido l'affitto dello studio con un collega devo fargli fattura?

Se l'affitto e le spese sono intestati a te e il collega ti rimborsa la sua quota, secondo l'Agenzia delle Entrate il riaddebito tra professionisti non associati va fatturato con IVA ordinaria. Se invece il contratto è cointestato, il proprietario rilascia a ciascuno la ricevuta per la sua parte. Chiedi al commercialista come impostarlo nel tuo regime.

Il canone della stanza affittata da un fisioterapista è esente IVA?

Di norma no. L'esenzione riguarda le prestazioni sanitarie al paziente, non il canone tra colleghi. Se il canone comprende spazio, attrezzature e servizi è di solito imponibile con IVA ordinaria; se è il solo affitto dei locali il regime può cambiare.

Serve l'autorizzazione sanitaria per uno studio condiviso?

Dipende dalla Regione e dalle attività. In diverse Regioni lo studio professionale non richiede autorizzazione ma una comunicazione all'ASL o all'ATS, mentre ambulatori e attività con apparecchi a rischio seguono regole più rigide. Verifica con il tuo Ordine e con l'ASL della zona.

Come evito che due colleghi prenotino la stessa stanza alla stessa ora?

Usa un'agenda per ogni stanza, visibile a tutti, e accordati su fasce fisse e pause tra le sedute. Con un gestionale che tratta la stanza come risorsa, la stessa stanza non può essere prenotata due volte nello stesso orario.

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Il gestionale è gratis per sempre e le prenotazioni online le provate gratis per 3 mesi, senza impegno: poi decidete voi se continuare, a metà prezzo. L'offerta è a tempo limitato.

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Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e non sono una consulenza legale. Per scrivere le condizioni della tua attività, confrontati con un professionista.

Fonti