La legge di riferimento
La legge 3/2018 ha individuato l'osteopata come professione sanitaria. Sono seguiti il profilo professionale (DPR 131/2021), l'ordinamento del corso di laurea e, nel 2026, il DPCM 25 marzo 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026, in vigore dal 6 giugno 2026), che recepisce l'accordo Stato-Regioni sull'equipollenza dei titoli già conseguiti.
Gli elenchi speciali presso gli Ordini
Dal 14 settembre 2026 chi ha già un titolo in osteopatia può fare domanda online di iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento presso gli Ordini TSRM-PSTRP. Secondo le istruzioni della Federazione, i requisiti principali sono:
- un titolo conseguito con un corso di almeno tre anni;
- un monte ore di formazione teorica (2.400 ore con il diploma, 1.500 per chi è già professionista sanitario);
- 1.000 ore di tirocinio, oppure 36 mesi di esperienza professionale nel periodo indicato dal decreto;
- iscrizione al corso entro il 31 agosto 2026.
Attenzione. L'elenco speciale non equivale all'albo: secondo quanto riportato, entro sei anni occorre superare l'esame di abilitazione in università, dopo il quale si passa all'albo. Per i nuovi osteopati la strada è il corso di laurea.
Le pratiche per aprire lo studio
- Domanda di iscrizione all'elenco speciale presso l'Ordine della tua provincia.
- Partita IVA: confrontati con il commercialista sul regime IVA delle prestazioni, oggetto di chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate nel 2026.
- Assicurazione professionale.
- Requisiti dello studio: verifica con lo SUAP e con la Regione se il tuo studio richiede un'autorizzazione sanitaria. Cambia da regione a regione.
Quanto costa aprire
- affitto dello studio, con bagno e spazio per l'attesa;
- lettino e attrezzature;
- iscrizione all'Ordine e assicurazione;
- commercialista e pratiche;
- un fondo di riserva per i primi mesi.
Il punto che molti sottovalutano: il tuo tempo
Chi apre pensa ai permessi, ai costi, all'arredamento. Quasi nessuno pensa a quanto tempo se ne andrà al telefono: chiamate mentre sei con le mani su un paziente, interruzioni continue, buchi in agenda per un appuntamento saltato. E messaggi a cui rispondere la sera, dopo la chiusura.
Avere un'attività non deve voler dire regalarle anche il tuo tempo libero.
Per questo la prenotazione online non è un optional:
- i clienti prenotano da soli, a qualsiasi ora;
- vedono solo gli orari davvero liberi;
- i promemoria automatici riducono le assenze;
- se devono spostare, lo fanno da soli e il posto torna libero.
Come scegliere l'app giusta: le domande da farsi
- Prende commissioni sulle prenotazioni? Quando l'agenda è piena, una percentuale su ogni appuntamento pesa ogni mese.
- Di chi è il cliente? Controlla se, quando cercano te, ai tuoi clienti vengono mostrati anche i concorrenti.
- I prezzi sono chiari? Quello che paghi deve essere scritto, senza costi che compaiono dopo.
- C'è il rinnovo automatico? Meglio sapere prima se e come puoi smettere.
- Dove finiscono le caparre? Sul tuo conto o su quello della piattaforma?
Perché esiste HoPosto: il tuo tempo
Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). HoPosto è nato per restituirti quel tempo.
La differenza di HoPosto: la disponibilità reale sulla mappa
Essere sulla mappa non basta: lo fa già Google. Lì il cliente vede che esisti e quando sei aperto, ma di solito per sapere se hai posto deve chiamarti, e se sei con le mani su un paziente quella chiamata va persa.
Su HoPosto la mappa mostra la disponibilità reale. Se a un cliente serve un trattamento adesso, o alle 16:30, cerca e vede solo chi ha un posto libero quando gli serve.
Per il tuo studio vuol dire che, quando hai un buco in agenda, ti trova proprio chi cerca un trattamento in quel momento, senza che tu debba alzare il telefono.
Un'app per il tuo studio, e per tutto il resto
Molte app di prenotazione sono di settore: i tuoi clienti le scaricano solo perché le usi tu, e per il resto del tempo restano dimenticate sul telefono. HoPosto funziona al contrario: il cliente la scarica la prima volta per prenotare da te, ma con la stessa ricerca per disponibilità trova anche il barbiere, il veterinario, il nutrizionista, la palestra, il campo da calcetto. L'obiettivo è che diventi l'app che apre ogni giorno. E un'app che resta sul telefono dei tuoi clienti tiene il tuo studio a portata di mano.
Cosa fa HoPosto per il tuo studio
Ogni funzione nasce da un problema preciso di chi lavora su appuntamento. Ecco cosa fa e perché.
- Promemoria di ritorno: HoPosto impara ogni quanto ciascun cliente torna da te e, quando si avvicina il suo momento, gli ricorda di riprenotare (per chi viene ogni mese, circa 5 giorni prima). Perché: il cliente abituale che si dimentica è il buco più facile da evitare. E il promemoria lo riporta da te, non da un concorrente: HoPosto non "vende" i tuoi clienti ad altre attività.
- Pacchetti di sedute: vendi più appuntamenti insieme, il contatore si scala da solo. Perché: niente conti a mano su chi ha ancora sedute da fare.
- Promemoria automatici: conferma, poi un promemoria il giorno prima e uno qualche ora prima. Perché: meno dimenticanze, meno posti vuoti.
- Caparra facoltativa: decidi tu se chiederla, e va direttamente sul tuo conto. Perché: chi ha pagato un anticipo si presenta.
- Indice di affidabilità: chi ha una storia di disdette tardive e mancate presenze non entra in agenda da solo, la richiesta arriva a te e decidi tu. Perché: proteggi le ore più richieste.
- Orari consigliati (Smart Booking): chi prenota vede per primi gli orari attaccati agli appuntamenti già presi; il 55% dei clienti sceglie l'orario suggerito (dati HoPosto, ottobre 2026). Perché: l'agenda si compatta invece di riempirsi a macchia di leopardo.
- Lista d'attesa automatica: quando un cliente disdice, il posto viene offerto a chi lo stava aspettando. Perché: il buco si richiude senza che tu debba telefonare a nessuno.
- Agenda online, con le prenotazioni che inserisci tu a mano sempre gratuite. Perché: i clienti di sempre che ti chiamano li segni nello stesso posto.
- Statistiche e Business Coach: come sta andando l'agenda, dove restano le ore vuote, da dove arrivano i clienti. Perché: sai dove intervenire prima di accorgertene dall'incasso.
- Zero commissioni sulle prenotazioni: abbonamento fisso, senza rinnovo automatico. Perché: più lavori, più guadagni tu, non la piattaforma.
- App per iPhone e Android, oppure dal browser.
Domande frequenti
Quanti soldi servono per aprire uno studio di osteopatia?
Le stime parlano di 5.000–20.000 €: lettino professionale, arredo, assicurazione e i primi mesi di affitto. Molti iniziano affittando una stanza in uno studio già avviato. Sono stime di siti di settore, non dati ufficiali: cambiano molto con città, metratura e attrezzatura nuova o usata.
Quanto guadagna un osteopata?
Non esistono dati ufficiali sul guadagno dei titolari di questa attività: le cifre che si leggono online sono stime senza fonte e spesso si contraddicono. Non esiste una cassa di previdenza propria che pubblichi i redditi della categoria.
Il conto che conviene fare prima di aprire è semplice: trattamenti a settimana × tariffa per seduta × settimane lavorate. Con 25 trattamenti a settimana a 60 € per 46 settimane, per esempio, incassi circa 69.000 € l'anno, sopra cui conviene valutare con il commercialista se il forfettario è ancora la scelta giusta. Da lì togli affitto, prodotti, utenze, commercialista, tasse e contributi. Quello che resta è il tuo guadagno, e dipende soprattutto da quante ore riesci a riempire.
Quante tasse paga un osteopata in regime forfettario?
Con il regime forfettario non paghi l'IRPEF sul guadagno reale: il reddito si calcola applicando agli incassi un coefficiente fisso, che per questa attività è del 78%. Su quel reddito, tolti i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova (niente partita IVA nei 3 anni prima e non è la prosecuzione di un lavoro che facevi già). Il regime vale fino a 85.000 € di incassi l'anno e non puoi entrarci se l'anno prima hai avuto più di 35.000 € di stipendio o pensione.
Esempio: con 30.000 € incassati in un anno, il reddito su cui si calcolano le tasse è 23.400 € (78%). Al 5% sono circa 1.170 € di imposta, al 15% circa 3.510 €, prima di togliere i contributi.
A parte ci sono i contributi della Gestione separata INPS: nel 2026 sono il 26,07% del reddito, senza una quota fissa minima: se guadagni poco, paghi poco.
Che codice ATECO serve per un osteopata?
Con la classificazione ATECO 2025 il codice è 86.96.09 «Attività di medicine complementari e alternative n.c.a.», che comprende espressamente l'osteopatia. Il fisioterapista usa invece un codice diverso (86.95.00). I coefficienti del forfettario sono ancora quelli della tabella del 2014, collegata ai vecchi codici: fai confermare il codice al commercialista o alla Camera di Commercio quando apri la pratica.
Cifre e aliquote aggiornate a ottobre 2026: verifica sempre con il tuo commercialista.
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Potete provare gratis per 12 mesi, senza impegno, e poi decidete voi se continuare. L'offerta è a tempo limitato.
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Fonti
- FNO TSRM-PSTRP – Osteopati: istruzioni per l'iscrizione all'Ordine
- Gazzetta Ufficiale – DPCM 25 marzo 2026 (GU n. 117 del 22 maggio 2026)
- FNO TSRM-PSTRP – Pubblicato in Gazzetta il decreto sull'equipollenza dei titoli
- MySolution – Osteopata e fisioterapista con ATECO 2025 (settembre 2026)
- Gestione separata INPS 2026, circolare INPS 8/2026 (PartitaIva.it)
- Regime forfettario 2026: requisiti e limiti (Money.it, ottobre 2026)
- Coefficienti del forfettario e codici ATECO 2025 (InformazioneFiscale)
