Attività: 12 mesi gratis  ·  Bar, gastronomie, minimarket: accesso in anteprima →
Cerca un servizio Accedi (utente) HoPosto food — ordina e ritira Hai un'attività? Programma Fondatori — 12 mesi gratis Area attività / Dashboard Area locali food (bar, ristoranti) Contatti

Come aprire uno studio di osteopatia: cosa cambia con la professione sanitaria

Il 2026 è un anno decisivo per gli osteopati: con il decreto sull'equipollenza dei titoli si è aperta l'iscrizione agli elenchi speciali presso gli Ordini. Ecco cosa serve oggi per esercitare e aprire uno studio.

Aggiornato al · Lettura: circa 5 minuti

La legge di riferimento

La legge 3/2018 ha individuato l'osteopata come professione sanitaria. Sono seguiti il profilo professionale (DPR 131/2021), l'ordinamento del corso di laurea e, nel 2026, il DPCM 25 marzo 2026 (Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026, in vigore dal 6 giugno 2026), che recepisce l'accordo Stato-Regioni sull'equipollenza dei titoli già conseguiti.

Gli elenchi speciali presso gli Ordini

Dal 14 settembre 2026 chi ha già un titolo in osteopatia può fare domanda online di iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento presso gli Ordini TSRM-PSTRP. Secondo le istruzioni della Federazione, i requisiti principali sono:

Attenzione. L'elenco speciale non equivale all'albo: secondo quanto riportato, entro sei anni occorre superare l'esame di abilitazione in università, dopo il quale si passa all'albo. Per i nuovi osteopati la strada è il corso di laurea.

Le pratiche per aprire lo studio

  1. Domanda di iscrizione all'elenco speciale presso l'Ordine della tua provincia.
  2. Partita IVA: confrontati con il commercialista sul regime IVA delle prestazioni, oggetto di chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate nel 2026.
  3. Assicurazione professionale.
  4. Requisiti dello studio: verifica con lo SUAP e con la Regione se il tuo studio richiede un'autorizzazione sanitaria. Cambia da regione a regione.

Quanto costa aprire

Il punto che molti sottovalutano: il tuo tempo

Chi apre pensa ai permessi, ai costi, all'arredamento. Quasi nessuno pensa a quanto tempo se ne andrà al telefono: chiamate mentre sei con le mani su un paziente, interruzioni continue, buchi in agenda per un appuntamento saltato. E messaggi a cui rispondere la sera, dopo la chiusura.

Avere un'attività non deve voler dire regalarle anche il tuo tempo libero.

Per questo la prenotazione online non è un optional:

Come scegliere l'app giusta: le domande da farsi

Perché esiste HoPosto: il tuo tempo

Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). HoPosto è nato per restituirti quel tempo.

La differenza di HoPosto: la disponibilità reale sulla mappa

Essere sulla mappa non basta: lo fa già Google. Lì il cliente vede che esisti e quando sei aperto, ma di solito per sapere se hai posto deve chiamarti, e se sei con le mani su un paziente quella chiamata va persa.

Su HoPosto la mappa mostra la disponibilità reale. Se a un cliente serve un trattamento adesso, o alle 16:30, cerca e vede solo chi ha un posto libero quando gli serve.

Per il tuo studio vuol dire che, quando hai un buco in agenda, ti trova proprio chi cerca un trattamento in quel momento, senza che tu debba alzare il telefono.

Un'app per il tuo studio, e per tutto il resto

Molte app di prenotazione sono di settore: i tuoi clienti le scaricano solo perché le usi tu, e per il resto del tempo restano dimenticate sul telefono. HoPosto funziona al contrario: il cliente la scarica la prima volta per prenotare da te, ma con la stessa ricerca per disponibilità trova anche il barbiere, il veterinario, il nutrizionista, la palestra, il campo da calcetto. L'obiettivo è che diventi l'app che apre ogni giorno. E un'app che resta sul telefono dei tuoi clienti tiene il tuo studio a portata di mano.

Cosa fa HoPosto per il tuo studio

Ogni funzione nasce da un problema preciso di chi lavora su appuntamento. Ecco cosa fa e perché.

Domande frequenti

Quanti soldi servono per aprire uno studio di osteopatia?

Le stime parlano di 5.000–20.000 €: lettino professionale, arredo, assicurazione e i primi mesi di affitto. Molti iniziano affittando una stanza in uno studio già avviato. Sono stime di siti di settore, non dati ufficiali: cambiano molto con città, metratura e attrezzatura nuova o usata.

Quanto guadagna un osteopata?

Non esistono dati ufficiali sul guadagno dei titolari di questa attività: le cifre che si leggono online sono stime senza fonte e spesso si contraddicono. Non esiste una cassa di previdenza propria che pubblichi i redditi della categoria.

Il conto che conviene fare prima di aprire è semplice: trattamenti a settimana × tariffa per seduta × settimane lavorate. Con 25 trattamenti a settimana a 60 € per 46 settimane, per esempio, incassi circa 69.000 € l'anno, sopra cui conviene valutare con il commercialista se il forfettario è ancora la scelta giusta. Da lì togli affitto, prodotti, utenze, commercialista, tasse e contributi. Quello che resta è il tuo guadagno, e dipende soprattutto da quante ore riesci a riempire.

Quante tasse paga un osteopata in regime forfettario?

Con il regime forfettario non paghi l'IRPEF sul guadagno reale: il reddito si calcola applicando agli incassi un coefficiente fisso, che per questa attività è del 78%. Su quel reddito, tolti i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova (niente partita IVA nei 3 anni prima e non è la prosecuzione di un lavoro che facevi già). Il regime vale fino a 85.000 € di incassi l'anno e non puoi entrarci se l'anno prima hai avuto più di 35.000 € di stipendio o pensione.

Esempio: con 30.000 € incassati in un anno, il reddito su cui si calcolano le tasse è 23.400 € (78%). Al 5% sono circa 1.170 € di imposta, al 15% circa 3.510 €, prima di togliere i contributi.

A parte ci sono i contributi della Gestione separata INPS: nel 2026 sono il 26,07% del reddito, senza una quota fissa minima: se guadagni poco, paghi poco.

Che codice ATECO serve per un osteopata?

Con la classificazione ATECO 2025 il codice è 86.96.09 «Attività di medicine complementari e alternative n.c.a.», che comprende espressamente l'osteopatia. Il fisioterapista usa invece un codice diverso (86.95.00). I coefficienti del forfettario sono ancora quelli della tabella del 2014, collegata ai vecchi codici: fai confermare il codice al commercialista o alla Camera di Commercio quando apri la pratica.

Cifre e aliquote aggiornate a ottobre 2026: verifica sempre con il tuo commercialista.

Programma Fondatori

Prova HoPosto

Potete provare gratis per 12 mesi, senza impegno, e poi decidete voi se continuare. L'offerta è a tempo limitato.

Scopri la promo →

La disciplina della professione di osteopata è in piena attuazione e le procedure possono cambiare. Prima di aprire, verifica la tua situazione con l'Ordine TSRM-PSTRP della tua provincia e con il tuo commercialista.

Fonti