In breve. Per parrucchieri, barbieri ed estetiste l'obbligo di esporre le tariffe di solito è scritto nel regolamento comunale della tua città, spesso su indicazione di una legge regionale. Molti regolamenti chiedono una tabella delle tariffe ben visibile all'interno del locale, con tutte le prestazioni. Le multe previste nei regolamenti che abbiamo controllato vanno da qualche decina a qualche centinaio di euro, con possibile sospensione in caso di recidiva. Le regole cambiano da Comune a Comune: controlla quello della tua città sul sito del Comune o allo SUAP.
Devo esporre il listino? La risposta breve
Nella maggior parte dei casi sì. Ma la regola che ti riguarda non sta quasi mai in una legge nazionale unica: sta nel regolamento comunale per acconciatori ed estetisti del Comune dove lavori.
Qui c'è un equivoco frequente. La norma più citata sui prezzi, l'articolo 14 del decreto legislativo 114 del 1998, parla dei prodotti esposti per la vendita al dettaglio. Anche gli articoli 14 e 15 del Codice del consumo sul prezzo per unità di misura riguardano i prodotti, non i servizi. Quindi valgono per lo shampoo o la crema che vendi al banco, non per il taglio o la pulizia del viso.
Per i servizi, invece, sono le Regioni e i Comuni a fissare l'obbligo. Per esempio:
- la legge regionale del Veneto n. 28 del 2009 sugli acconciatori affida ai regolamenti comunali l'obbligo e il modo di esporre le tariffe;
- in Lombardia il regolamento regionale n. 4 del 2018 dice che il regolamento comunale deve disciplinare l'esposizione dei prezzi e delle tariffe praticate al pubblico.
Attenzione. Ogni Regione e ogni Comune ha il suo testo. Quello che leggi qui è un quadro generale, non sostituisce il regolamento della tua città.
Cosa chiedono di solito i regolamenti comunali
Abbiamo letto alcuni regolamenti comunali recenti per acconciatori, estetisti, tatuatori e piercer. Le parole cambiano, ma il succo è simile:
- Torino (regolamento del 2014): la tabella delle tariffe va esposta in modo visibile nei locali, insieme al titolo che ti autorizza a lavorare. L'orario va esposto in modo visibile anche dall'esterno.
- Verona: le tariffe di ogni singola prestazione vanno esposte in modo visibile nei locali, insieme a SCIA, orari e chiusure.
- Modena (regolamento del 2022): i prezzi dei servizi devono essere visibili alla clientela; per il tatuaggio senza tariffario serve un preventivo prima.
- Piacenza (regolamento del 2025): tabella delle tariffe ben visibile all'interno del locale; fuori basta il cartello con orari e giorni di chiusura.
- Alcamo: la tabella deve essere completa di ogni prestazione ed esposta in un punto ben visibile.
In pratica, quasi ovunque ti chiedono tre cose: un listino dentro il locale, leggibile dal cliente senza chiedere, e completo dei servizi che fai. Spesso, accanto, anche orari e giorni di chiusura.
Se fai massaggi o trattamenti che non rientrano nell'estetica, la disciplina può essere diversa: chiedi allo SUAP del tuo Comune quale regolamento ti si applica.
Che multe si rischiano
Le cifre dipendono dal regolamento del tuo Comune o dalla legge della tua Regione. Ecco quelle che abbiamo trovato nei testi letti:
- Veneto: da 100 a 500 euro per chi non espone le tariffe professionali e il cartello degli orari.
- Piacenza: da 80 a 480 euro per la mancata esposizione di tariffe, orari e chiusure; da 100 a 600 euro se non rispetti le tariffe esposte.
- Torino: da 50 a 500 euro per le violazioni del regolamento; in casi gravi o di recidiva entro un anno, sospensione fino a 30 giorni.
- Verona e Modena: da 25 a 500 euro per le violazioni non punite da altre norme. Verona prevede anche la sospensione dopo una diffida.
Conta anche la chiarezza, non solo la presenza del cartello. Nel 2020, secondo QuiFinanza e Il Fatto Quotidiano, la Polizia locale di Roma ha multato per 1.032 euro un noto salone dopo un esposto del Codacons: in tutte le voci del listino, al banco e online, c'era solo la scritta "da" seguita dal prezzo, e non si capiva il costo reale.
Infine c'è il Codice del consumo. L'articolo 22 considera informazione rilevante il prezzo totale, tasse incluse; se non si può calcolare prima, va spiegato come si calcola. Un prezzo che nasconde costi ulteriori può diventare una pratica commerciale scorretta.
Come ti aiuta HoPosto con il listino
Il cartello in negozio è obbligatorio, ma oggi molti clienti guardano i prezzi prima di arrivare. Con HoPosto il tuo listino online è lo stesso che usi per l'agenda:
- Listino dei servizi con prezzo e durata: il cliente vede cosa costa e quanto dura ogni servizio prima di prenotare. Perché: arriva sapendo cosa paga, e alla cassa non ci sono sorprese né discussioni.
- Un solo punto da aggiornare: cambi un prezzo dal pannello e il nuovo valore compare nell'app e sul sito. Perché: non rischi di avere un prezzo vecchio online e uno nuovo al banco.
- Prenotazione online 24 ore su 24: da app iPhone, Android e sito, con il cliente che prenota dal suo account. Perché: chi legge il listino la sera può prenotare subito, senza telefonarti.
- Nessuna commissione sulle prenotazioni: paghi un canone fisso. Perché: non devi alzare i prezzi del listino per coprire una percentuale su ogni appuntamento.
Importante. Il listino su HoPosto non sostituisce il cartello in negozio. Se il tuo regolamento comunale chiede la tabella delle tariffe esposta nel locale, quella va comunque appesa. Il listino online è un aiuto in più, e va tenuto uguale a quello appeso.
Come scrivere un listino chiaro
Un buon listino ti protegge nei controlli e ti evita discussioni. Qualche regola pratica:
- Una voce per ogni servizio: taglio, piega, colore, barba, ceretta per zona, pulizia del viso. Niente "trattamenti vari".
- Prezzo finale in euro, già comprensivo di IVA se la applichi.
- Usa "a partire da" solo quando serve davvero, per esempio quando il prezzo cambia con la lunghezza dei capelli. E spiega cosa lo fa salire: "capelli lunghi oltre le spalle + 10 euro". Un listino fatto solo di "da" è proprio quello che a Roma è stato giudicato poco chiaro.
- Supplementi scritti: prodotto extra, trattamento aggiuntivo, servizio a domicilio. Se esiste un supplemento, deve stare nel listino.
- Preventivo per i lavori su misura: per una trasformazione di colore o un trattamento complesso, dai il prezzo prima di iniziare, e tieni comunque visibile il tariffario base.
- Leggibile: caratteri grandi, in un punto che il cliente vede appena entra, per esempio vicino alla cassa o all'attesa.
Se vendi anche prodotti al banco, ricordati che lì vale la regola dei negozi: ogni prodotto esposto deve avere il suo prezzo ben leggibile.
Quando aggiornarlo e come tenerlo uguale ovunque
Il listino va aggiornato prima di applicare un prezzo nuovo, non dopo. Se aumenti il colore da lunedì, il cartello nuovo deve essere appeso da lunedì. In alcuni regolamenti, come quello di Piacenza, non rispettare le tariffe esposte ha una multa a parte.
Il punto debole di molti saloni è la coerenza: un prezzo sul cartello, uno su Instagram, uno sul sito, un altro detto a voce. Il cliente se ne accorge, e anche chi controlla. Ecco come evitarlo:
- Tieni un solo listino "madre" e da lì copia tutti gli altri.
- Quando cambi un prezzo, fai il giro completo: cartello, sito, app di prenotazione, profili social, biglietti da visita.
- Elimina i vecchi listini stampati che girano per il salone.
- Scrivi la data di aggiornamento in fondo al cartello: ti aiuta a ricordare quando l'hai cambiato.
Se fai una promozione, scrivi in modo chiaro cosa include, il prezzo finale e fino a quando vale. Per gli aspetti più delicati sugli sconti chiedi alla tua associazione di categoria.
Come scoprire le regole del tuo Comune
Visto che le regole cambiano da Comune a Comune e da Regione a Regione, il passo più utile è leggere il testo che ti riguarda:
- cerca sul sito del tuo Comune "regolamento acconciatori estetisti" o guarda nella sezione dei regolamenti sulle attività produttive;
- chiedi allo SUAP, lo sportello unico per le attività produttive;
- chiedi alla tua associazione di categoria (CNA, Confartigianato, Confcommercio) o al tuo commercialista.
Nel regolamento cerca le parole "tariffe", "prezzi" e "informazione alla clientela", e poi l'articolo sulle sanzioni. In dieci minuti sai cosa devi appendere e cosa rischi. Se hai dubbi su un caso specifico, fatti consigliare da un professionista.
Se stai aprendo adesso, trovi gli altri adempimenti nelle guide come aprire un parrucchiere e come aprire un centro estetico.
Perché esiste HoPosto: il tuo tempo
Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). Ogni domanda "quanto costa?" al telefono è un'interruzione: un listino chiaro risponde al posto tuo. HoPosto è nato per restituirti quel tempo.
Domande frequenti
Il parrucchiere è obbligato a esporre il listino prezzi?
Nella maggior parte dei Comuni sì: il regolamento comunale per acconciatori ed estetisti chiede di solito una tabella delle tariffe ben visibile dentro il locale. L'obbligo nasce spesso da una legge o da un regolamento regionale che lo affida ai Comuni. Controlla il regolamento della tua città o chiedi allo SUAP.
Quanto è la multa se non espongo il listino prezzi?
Dipende dal Comune e dalla Regione. Nei testi che abbiamo letto le multe vanno da 25 a 600 euro, per esempio da 100 a 500 euro in Veneto e da 80 a 480 euro a Piacenza. In alcuni Comuni, in caso di recidiva o di violazioni gravi, è prevista anche la sospensione dell'attività.
Posso scrivere "a partire da" sul listino?
Puoi farlo per i servizi il cui prezzo cambia davvero, ma spiega cosa fa salire il prezzo e quanto. Un listino in cui tutte le voci hanno solo "da" può essere giudicato poco chiaro: a Roma un salone è stato multato proprio per questo. Per i lavori su misura dai un preventivo prima di iniziare.
Basta mettere i prezzi online o su un'app?
No, se il tuo regolamento comunale chiede la tabella delle tariffe esposta nel locale. Il listino online aiuta il cliente a scegliere prima di arrivare, ma va affiancato al cartello in negozio e deve avere gli stessi prezzi.
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Fonti
- Regione Veneto – Legge regionale n. 28 sull'attività di acconciatore (2009)
- Regione Lombardia – Regolamento regionale n. 4 sull'attività di acconciatore (2018)
- Regione Lombardia – Disciplina attività di acconciatore, regolamento regionale n. 4 (2018)
- Comune di Torino – Regolamento per le attività di acconciatore ed estetista (2014)
- Comune di Verona – Regolamento per le attività di acconciatore, estetista, tatuaggio e piercing
- Comune di Modena – Regolamento per le attività di acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing (2022)
- Comune di Piacenza – Regolamento attività di acconciatore, estetista, tatuaggio e piercing (2025)
- Comune di Alcamo – Regolamento per le attività di acconciatore, estetista, tatuatore
- Brocardi – Codice del consumo, art. 14 (indicazione del prezzo dei prodotti)
- Brocardi – Codice del consumo, art. 22 (omissioni ingannevoli)
- Businessonline – Listino prezzi, è sempre obbligatorio esporlo? (2026)
- QuiFinanza – Multa al salone di Federico Fashion Style per prezzi poco chiari (2020)
- Il Fatto Quotidiano – Multa di oltre mille euro al parrucchiere dei vip, prezzi poco trasparenti (2020)
