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Listino prezzi obbligatorio: cosa deve esporre un parrucchiere o un centro estetico

Un cartello con i prezzi sembra una cosa da poco, finché non arriva un controllo o un cliente contesta il conto. Vediamo cosa chiedono davvero le regole e come preparare un listino che ti mette al riparo.

Aggiornato al · Lettura: circa 6 minuti

In breve. Per parrucchieri, barbieri ed estetiste l'obbligo di esporre le tariffe di solito è scritto nel regolamento comunale della tua città, spesso su indicazione di una legge regionale. Molti regolamenti chiedono una tabella delle tariffe ben visibile all'interno del locale, con tutte le prestazioni. Le multe previste nei regolamenti che abbiamo controllato vanno da qualche decina a qualche centinaio di euro, con possibile sospensione in caso di recidiva. Le regole cambiano da Comune a Comune: controlla quello della tua città sul sito del Comune o allo SUAP.

Devo esporre il listino? La risposta breve

Nella maggior parte dei casi sì. Ma la regola che ti riguarda non sta quasi mai in una legge nazionale unica: sta nel regolamento comunale per acconciatori ed estetisti del Comune dove lavori.

Qui c'è un equivoco frequente. La norma più citata sui prezzi, l'articolo 14 del decreto legislativo 114 del 1998, parla dei prodotti esposti per la vendita al dettaglio. Anche gli articoli 14 e 15 del Codice del consumo sul prezzo per unità di misura riguardano i prodotti, non i servizi. Quindi valgono per lo shampoo o la crema che vendi al banco, non per il taglio o la pulizia del viso.

Per i servizi, invece, sono le Regioni e i Comuni a fissare l'obbligo. Per esempio:

Attenzione. Ogni Regione e ogni Comune ha il suo testo. Quello che leggi qui è un quadro generale, non sostituisce il regolamento della tua città.

Cosa chiedono di solito i regolamenti comunali

Abbiamo letto alcuni regolamenti comunali recenti per acconciatori, estetisti, tatuatori e piercer. Le parole cambiano, ma il succo è simile:

In pratica, quasi ovunque ti chiedono tre cose: un listino dentro il locale, leggibile dal cliente senza chiedere, e completo dei servizi che fai. Spesso, accanto, anche orari e giorni di chiusura.

Se fai massaggi o trattamenti che non rientrano nell'estetica, la disciplina può essere diversa: chiedi allo SUAP del tuo Comune quale regolamento ti si applica.

Che multe si rischiano

Le cifre dipendono dal regolamento del tuo Comune o dalla legge della tua Regione. Ecco quelle che abbiamo trovato nei testi letti:

Conta anche la chiarezza, non solo la presenza del cartello. Nel 2020, secondo QuiFinanza e Il Fatto Quotidiano, la Polizia locale di Roma ha multato per 1.032 euro un noto salone dopo un esposto del Codacons: in tutte le voci del listino, al banco e online, c'era solo la scritta "da" seguita dal prezzo, e non si capiva il costo reale.

Infine c'è il Codice del consumo. L'articolo 22 considera informazione rilevante il prezzo totale, tasse incluse; se non si può calcolare prima, va spiegato come si calcola. Un prezzo che nasconde costi ulteriori può diventare una pratica commerciale scorretta.

Come ti aiuta HoPosto con il listino

Il cartello in negozio è obbligatorio, ma oggi molti clienti guardano i prezzi prima di arrivare. Con HoPosto il tuo listino online è lo stesso che usi per l'agenda:

Importante. Il listino su HoPosto non sostituisce il cartello in negozio. Se il tuo regolamento comunale chiede la tabella delle tariffe esposta nel locale, quella va comunque appesa. Il listino online è un aiuto in più, e va tenuto uguale a quello appeso.

Come scrivere un listino chiaro

Un buon listino ti protegge nei controlli e ti evita discussioni. Qualche regola pratica:

Se vendi anche prodotti al banco, ricordati che lì vale la regola dei negozi: ogni prodotto esposto deve avere il suo prezzo ben leggibile.

Quando aggiornarlo e come tenerlo uguale ovunque

Il listino va aggiornato prima di applicare un prezzo nuovo, non dopo. Se aumenti il colore da lunedì, il cartello nuovo deve essere appeso da lunedì. In alcuni regolamenti, come quello di Piacenza, non rispettare le tariffe esposte ha una multa a parte.

Il punto debole di molti saloni è la coerenza: un prezzo sul cartello, uno su Instagram, uno sul sito, un altro detto a voce. Il cliente se ne accorge, e anche chi controlla. Ecco come evitarlo:

  1. Tieni un solo listino "madre" e da lì copia tutti gli altri.
  2. Quando cambi un prezzo, fai il giro completo: cartello, sito, app di prenotazione, profili social, biglietti da visita.
  3. Elimina i vecchi listini stampati che girano per il salone.
  4. Scrivi la data di aggiornamento in fondo al cartello: ti aiuta a ricordare quando l'hai cambiato.

Se fai una promozione, scrivi in modo chiaro cosa include, il prezzo finale e fino a quando vale. Per gli aspetti più delicati sugli sconti chiedi alla tua associazione di categoria.

Come scoprire le regole del tuo Comune

Visto che le regole cambiano da Comune a Comune e da Regione a Regione, il passo più utile è leggere il testo che ti riguarda:

Nel regolamento cerca le parole "tariffe", "prezzi" e "informazione alla clientela", e poi l'articolo sulle sanzioni. In dieci minuti sai cosa devi appendere e cosa rischi. Se hai dubbi su un caso specifico, fatti consigliare da un professionista.

Se stai aprendo adesso, trovi gli altri adempimenti nelle guide come aprire un parrucchiere e come aprire un centro estetico.

Perché esiste HoPosto: il tuo tempo

Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). Ogni domanda "quanto costa?" al telefono è un'interruzione: un listino chiaro risponde al posto tuo. HoPosto è nato per restituirti quel tempo.

Domande frequenti

Il parrucchiere è obbligato a esporre il listino prezzi?

Nella maggior parte dei Comuni sì: il regolamento comunale per acconciatori ed estetisti chiede di solito una tabella delle tariffe ben visibile dentro il locale. L'obbligo nasce spesso da una legge o da un regolamento regionale che lo affida ai Comuni. Controlla il regolamento della tua città o chiedi allo SUAP.

Quanto è la multa se non espongo il listino prezzi?

Dipende dal Comune e dalla Regione. Nei testi che abbiamo letto le multe vanno da 25 a 600 euro, per esempio da 100 a 500 euro in Veneto e da 80 a 480 euro a Piacenza. In alcuni Comuni, in caso di recidiva o di violazioni gravi, è prevista anche la sospensione dell'attività.

Posso scrivere "a partire da" sul listino?

Puoi farlo per i servizi il cui prezzo cambia davvero, ma spiega cosa fa salire il prezzo e quanto. Un listino in cui tutte le voci hanno solo "da" può essere giudicato poco chiaro: a Roma un salone è stato multato proprio per questo. Per i lavori su misura dai un preventivo prima di iniziare.

Basta mettere i prezzi online o su un'app?

No, se il tuo regolamento comunale chiede la tabella delle tariffe esposta nel locale. Il listino online aiuta il cliente a scegliere prima di arrivare, ma va affiancato al cartello in negozio e deve avere gli stessi prezzi.

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Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e non sono una consulenza legale. Per scrivere le condizioni della tua attività, confrontati con un professionista.

Fonti