La legge di riferimento
L'attività di acconciatore è regolata dalla Legge 17 agosto 2005, n. 174. Le Regioni la applicano con regolamenti propri, quindi alcuni dettagli (corsi, esami, requisiti dei locali) cambiano da una Regione all'altra.
Serve una qualifica?
Sì. L'articolo 3 della legge richiede l'abilitazione professionale, che si ottiene superando un esame tecnico-pratico. Per arrivarci ci sono due strade:
- un corso di qualificazione di due anni, seguito da un corso di specializzazione oppure da un anno di lavoro in un salone;
- tre anni di lavoro in un salone nell'arco di cinque anni, più un corso di formazione teorica.
Corsi ed esami sono organizzati dalle Regioni. Se il titolare non è abilitato, in ogni sede deve essere presente un responsabile tecnico abilitato.
Dal 2026 (decreto-legge 19/2026) il responsabile tecnico assente può essere sostituito temporaneamente da una persona qualificata o con almeno tre anni di esperienza: fino a 30 giorni per qualsiasi motivo, fino a 90 per motivi di salute documentati, con comunicazione al SUAP.
Regole in evoluzione. Al Senato è all'esame della 9ª Commissione il disegno di legge S.1619, che riformerebbe la disciplina di acconciatori ed estetisti e introdurrebbe nuove figure come onicotecnico e truccatore. Non è stato approvato: aggiorneremo questa guida se cambia qualcosa.
Le pratiche per aprire
- Scegli la forma d'impresa insieme al commercialista.
- Apri la partita IVA e iscriviti alla Camera di Commercio.
- Presenta la SCIA allo SUAP del Comune, dichiarando l'abilitazione.
- Metti il locale a norma secondo le regole del Comune e dell'ASL.
- Apri la posizione previdenziale INPS come artigiano.
Quanto costa aprire
I costi variano molto in base alla città, alla dimensione del locale e a quanto c'è da sistemare. Le voci da mettere in conto sono queste:
- affitto, deposito cauzionale ed eventuale agenzia;
- lavori di adeguamento: impianti, bagno, scarichi per i lavatesta;
- arredi e attrezzature: poltrone, lavatesta, specchi, phon, piastre;
- la prima scorta di prodotti;
- commercialista, pratiche e diritti comunali;
- un fondo di riserva per coprire i primi mesi.
Fondi e agevolazioni
Esistono incentivi nazionali e regionali, alcuni dedicati a giovani, donne e imprese del Sud. Stiamo preparando le guide regione per regione nella sezione Guide utili e news.
Il punto che molti sottovalutano: il tuo tempo
Chi apre un salone pensa ai permessi, ai costi, all'arredamento. Quasi nessuno pensa a quanto tempo se ne andrà al telefono: chiamate mentre hai le mani nei capelli di una cliente, interruzioni continue, buchi in agenda per un appuntamento saltato. E messaggi a cui rispondere la sera, dopo la chiusura.
Avere un'attività non deve voler dire regalarle anche il tuo tempo libero.
Per questo la prenotazione online non è un optional:
- i clienti prenotano da soli, a qualsiasi ora;
- vedono solo gli orari davvero liberi;
- i promemoria automatici riducono le assenze;
- se devono spostare, lo fanno da soli e il posto torna libero.
Come scegliere l'app giusta: le domande da farsi
- Prende commissioni sulle prenotazioni? Su un salone pieno, una percentuale su ogni appuntamento pesa ogni mese.
- Di chi è il cliente? Controlla se, quando cercano te, ai tuoi clienti vengono mostrati anche i concorrenti.
- I prezzi sono chiari? Quello che paghi deve essere scritto, senza costi che compaiono dopo.
- C'è il rinnovo automatico? Meglio sapere prima se e come puoi smettere.
- Dove finiscono le caparre? Sul tuo conto o su quello della piattaforma?
Perché esiste HoPosto: il tuo tempo
Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). HoPosto è nato per restituirti quel tempo.
La differenza di HoPosto: la disponibilità reale sulla mappa
Essere sulla mappa non basta: lo fa già Google. Lì il cliente vede che esisti e quando sei aperto, ma di solito per sapere se hai posto deve chiamarti, e se sei con le mani nei capelli di una cliente quella chiamata va persa.
Su HoPosto la mappa mostra la disponibilità reale. Se a un cliente serve un taglio adesso, o alle 16:30, cerca e vede solo chi ha un posto libero quando gli serve.
Per il tuo salone vuol dire che, quando hai un buco in agenda, ti trova proprio chi cerca un taglio in quel momento, senza che tu debba alzare il telefono.
Un'app per il tuo salone, e per tutto il resto
Molte app di prenotazione sono di settore: i tuoi clienti le scaricano solo perché le usi tu, e per il resto del tempo restano dimenticate sul telefono, quando non vengono cancellate.
HoPosto funziona al contrario. Il cliente la scarica la prima volta per prenotare da te, ma con la stessa ricerca per disponibilità trova anche il barbiere, il veterinario, il nutrizionista, la palestra, il campo da calcetto. L'obiettivo è che diventi l'app che apre ogni giorno, non solo quando deve tagliarsi i capelli. E un'app che resta sul telefono dei tuoi clienti è un'app che tiene il tuo salone a portata di mano.
Cosa fa HoPosto per il tuo salone
Ogni funzione nasce da un problema preciso di chi lavora su appuntamento. Ecco cosa fa e perché.
Farti trovare
- Disponibilità reale sulla mappa: chi cerca un taglio a un orario preciso vede solo chi ha posto libero. Perché: un buco in agenda si riempie solo se qualcuno sa che c'è, nel momento in cui gli serve.
- Pagina del salone con galleria foto: servizi, prezzi, durate e i tuoi lavori in un posto solo. Perché: il cliente sceglie prima di chiamare, e non deve chiamare.
Riempire l'agenda
- Orari consigliati (Smart Booking): chi prenota vede per primi gli orari attaccati agli appuntamenti già presi. Il 55% dei clienti sceglie l'orario suggerito (dati HoPosto, ottobre 2026). Perché: l'agenda si compatta invece di riempirsi a macchia di leopardo.
- Lista d'attesa automatica: quando un cliente disdice, il posto viene offerto a chi lo stava aspettando. Perché: il buco si richiude senza che tu debba telefonare a nessuno.
- Flash Sale: abbassi il prezzo solo su un orario che non si riempie, e lo vede chi è in zona. Perché: riempi l'ora vuota senza toccare il resto del listino.
- Pacchetti di sedute: vendi più appuntamenti insieme, il contatore si scala da solo. Perché: niente conti a mano su chi ha ancora sedute da fare.
Far tornare i tuoi clienti, da te
- Promemoria di ritorno: HoPosto impara ogni quanto ciascun cliente torna da te e, quando si avvicina il suo momento, gli ricorda di riprenotare. Per chi viene ogni mese, il promemoria arriva circa 5 giorni prima. Perché: il cliente abituale che si dimentica è il buco più facile da evitare, e tu non devi rincorrere nessuno.
Il cliente resta tuo. HoPosto non "vende" i tuoi clienti ad altre attività: il promemoria di ritorno li riporta da te, non da un concorrente.
Il promemoria di ritorno arriva ai clienti che usano l'app e hanno dato il consenso, mai più di una volta ogni 20 giorni.
Difenderti da dimenticanze e assenze
- Promemoria automatici: conferma, poi un promemoria il giorno prima e uno qualche ora prima. Perché: meno dimenticanze, meno poltrone vuote.
- Caparra facoltativa: decidi tu se chiederla, e va direttamente sul tuo conto. Perché: chi ha pagato un anticipo si presenta.
- Indice di affidabilità: chi ha una storia di disdette tardive e mancate presenze non entra in agenda da solo, la richiesta arriva a te e decidi tu. Perché: proteggi le ore più richieste.
- QR di verifica all'arrivo. Perché: sai sempre chi è arrivato e per quale appuntamento.
Organizzare il lavoro
- Agenda e calendario online, con le prenotazioni che inserisci tu a mano sempre gratuite. Perché: i clienti di sempre che ti chiamano li segni nello stesso posto.
- Più operatori o postazioni, ognuno con i suoi orari, senza doppie prenotazioni. Perché: l'agenda di tutto il salone in un'unica vista.
- Ferie e chiusure, con le prenotazioni già aperte per il rientro. Perché: torni dalle ferie con l'agenda già piena.
- App per iPhone e Android, oppure dal browser.
Capire come va
- Statistiche e Business Coach: come sta andando l'agenda, dove restano le ore vuote, da dove arrivano i clienti. Perché: sai dove intervenire prima di accorgertene dall'incasso.
Quanto costa
- Zero commissioni sulle prenotazioni: abbonamento fisso, senza rinnovo automatico. Perché: più lavori, più guadagni tu, non la piattaforma.
Domande frequenti
Quanti soldi servono per aprire un parrucchiere?
Per un piccolo salone si parla di 30.000–60.000 €; se compri il locale si può superare i 200.000 €. La sola parte burocratica (pratiche, licenza, registratore di cassa) costa circa 2.600–6.500 €, lavori esclusi. Sono stime di siti di settore, non dati ufficiali: cambiano molto con città, metratura e attrezzatura nuova o usata.
Quanto guadagna un parrucchiere?
Non esistono dati ufficiali sul guadagno dei titolari di questa attività: le cifre che si leggono online sono stime senza fonte e spesso si contraddicono. Anche i dati del Ministero dell'Economia sulle partite IVA non danno il dettaglio per i parrucchieri ed escludono chi è nel forfettario.
Il conto che conviene fare prima di aprire è semplice: clienti al giorno × scontrino medio × giorni di apertura, separando piega, taglio e colore, che hanno tempi e prezzi molto diversi. Da lì togli affitto, prodotti, utenze, commercialista, tasse e contributi. Quello che resta è il tuo guadagno, e dipende soprattutto da quante ore riesci a riempire.
Quante tasse paga un parrucchiere in regime forfettario?
Con il regime forfettario non paghi l'IRPEF sul guadagno reale: il reddito si calcola applicando agli incassi un coefficiente fisso, che per questa attività è del 67%. Su quel reddito, tolti i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova (niente partita IVA nei 3 anni prima e non è la prosecuzione di un lavoro che facevi già). Il regime vale fino a 85.000 € di incassi l'anno e non puoi entrarci se l'anno prima hai avuto più di 35.000 € di stipendio o pensione.
Esempio: con 30.000 € incassati in un anno, il reddito su cui si calcolano le tasse è 20.100 € (67%). Al 5% sono circa 1.005 € di imposta, al 15% circa 3.015 €, prima di togliere i contributi.
A parte ci sono i contributi INPS della Gestione artigiani: nel 2026 la quota fissa è di 4.521 € l'anno, dovuta anche se guadagni poco, più il 24% sulla parte di reddito sopra 18.808 €. Chi è nel forfettario può chiedere all'INPS la riduzione del 35%, che porta la quota fissa a circa 2.939 € ma riduce anche la pensione futura.
Che codice ATECO serve per aprire un parrucchiere?
Con la classificazione ATECO 2025 il codice è 96.21.00 «Servizi di parrucchieri e barbieri» (prima era 96.02.01). I coefficienti del forfettario sono ancora quelli della tabella del 2014, collegata ai vecchi codici: fai confermare il codice al commercialista o alla Camera di Commercio quando apri la pratica.
Cifre e aliquote aggiornate a ottobre 2026: verifica sempre con il tuo commercialista.
Prova HoPosto
Potete provare gratis per 12 mesi, senza impegno, e poi decidete voi se continuare. L'offerta è a tempo limitato.
Scopri la promo →Le informazioni di questa guida sono di carattere generale. Prima di aprire, verifica i requisiti con lo SUAP del tuo Comune e con il tuo commercialista.
Fonti
- Legge 17 agosto 2005, n. 174 – Disciplina dell'attività di acconciatore (Normattiva, testo vigente)
- Senato – Scheda del disegno di legge S.1619
- SoftwareBusinessPlan – Quanto costa aprire un parrucchiere (2026)
- Fiscozen – Costi della licenza da parrucchiere (2026)
- ISTAT – Struttura della classificazione ATECO 2025
- Regime forfettario 2026: requisiti e limiti (Money.it, ottobre 2026)
- Contributi INPS artigiani e commercianti 2026, circolare INPS 14/2026 (PartitaIva.it)
- Coefficienti del forfettario e codici ATECO 2025 (InformazioneFiscale)
