Attività: 12 mesi gratis  ·  Bar, gastronomie, minimarket: accesso in anteprima →
Cerca un servizio Accedi (utente) HoPosto food — ordina e ritira Hai un'attività? Programma Fondatori — 12 mesi gratis Area attività / Dashboard Area locali food (bar, ristoranti) Contatti

Come aprire un parrucchiere in Italia: requisiti, costi e permessi

Aprire un salone è uno dei sogni più comuni. Prima di firmare l'affitto, però, conviene sapere cosa chiede la legge, quali pratiche servono e come organizzarsi.

Aggiornato al · Lettura: circa 7 minuti

La legge di riferimento

L'attività di acconciatore è regolata dalla Legge 17 agosto 2005, n. 174. Le Regioni la applicano con regolamenti propri, quindi alcuni dettagli (corsi, esami, requisiti dei locali) cambiano da una Regione all'altra.

Serve una qualifica?

Sì. L'articolo 3 della legge richiede l'abilitazione professionale, che si ottiene superando un esame tecnico-pratico. Per arrivarci ci sono due strade:

Corsi ed esami sono organizzati dalle Regioni. Se il titolare non è abilitato, in ogni sede deve essere presente un responsabile tecnico abilitato.

Dal 2026 (decreto-legge 19/2026) il responsabile tecnico assente può essere sostituito temporaneamente da una persona qualificata o con almeno tre anni di esperienza: fino a 30 giorni per qualsiasi motivo, fino a 90 per motivi di salute documentati, con comunicazione al SUAP.

Regole in evoluzione. Al Senato è all'esame della 9ª Commissione il disegno di legge S.1619, che riformerebbe la disciplina di acconciatori ed estetisti e introdurrebbe nuove figure come onicotecnico e truccatore. Non è stato approvato: aggiorneremo questa guida se cambia qualcosa.

Le pratiche per aprire

  1. Scegli la forma d'impresa insieme al commercialista.
  2. Apri la partita IVA e iscriviti alla Camera di Commercio.
  3. Presenta la SCIA allo SUAP del Comune, dichiarando l'abilitazione.
  4. Metti il locale a norma secondo le regole del Comune e dell'ASL.
  5. Apri la posizione previdenziale INPS come artigiano.

Quanto costa aprire

I costi variano molto in base alla città, alla dimensione del locale e a quanto c'è da sistemare. Le voci da mettere in conto sono queste:

Fondi e agevolazioni

Esistono incentivi nazionali e regionali, alcuni dedicati a giovani, donne e imprese del Sud. Stiamo preparando le guide regione per regione nella sezione Guide utili e news.

Il punto che molti sottovalutano: il tuo tempo

Chi apre un salone pensa ai permessi, ai costi, all'arredamento. Quasi nessuno pensa a quanto tempo se ne andrà al telefono: chiamate mentre hai le mani nei capelli di una cliente, interruzioni continue, buchi in agenda per un appuntamento saltato. E messaggi a cui rispondere la sera, dopo la chiusura.

Avere un'attività non deve voler dire regalarle anche il tuo tempo libero.

Per questo la prenotazione online non è un optional:

Come scegliere l'app giusta: le domande da farsi

Perché esiste HoPosto: il tuo tempo

Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). HoPosto è nato per restituirti quel tempo.

La differenza di HoPosto: la disponibilità reale sulla mappa

Essere sulla mappa non basta: lo fa già Google. Lì il cliente vede che esisti e quando sei aperto, ma di solito per sapere se hai posto deve chiamarti, e se sei con le mani nei capelli di una cliente quella chiamata va persa.

Su HoPosto la mappa mostra la disponibilità reale. Se a un cliente serve un taglio adesso, o alle 16:30, cerca e vede solo chi ha un posto libero quando gli serve.

Per il tuo salone vuol dire che, quando hai un buco in agenda, ti trova proprio chi cerca un taglio in quel momento, senza che tu debba alzare il telefono.

Un'app per il tuo salone, e per tutto il resto

Molte app di prenotazione sono di settore: i tuoi clienti le scaricano solo perché le usi tu, e per il resto del tempo restano dimenticate sul telefono, quando non vengono cancellate.

HoPosto funziona al contrario. Il cliente la scarica la prima volta per prenotare da te, ma con la stessa ricerca per disponibilità trova anche il barbiere, il veterinario, il nutrizionista, la palestra, il campo da calcetto. L'obiettivo è che diventi l'app che apre ogni giorno, non solo quando deve tagliarsi i capelli. E un'app che resta sul telefono dei tuoi clienti è un'app che tiene il tuo salone a portata di mano.

Cosa fa HoPosto per il tuo salone

Ogni funzione nasce da un problema preciso di chi lavora su appuntamento. Ecco cosa fa e perché.

Farti trovare

Riempire l'agenda

Far tornare i tuoi clienti, da te

Il cliente resta tuo. HoPosto non "vende" i tuoi clienti ad altre attività: il promemoria di ritorno li riporta da te, non da un concorrente.

Il promemoria di ritorno arriva ai clienti che usano l'app e hanno dato il consenso, mai più di una volta ogni 20 giorni.

Difenderti da dimenticanze e assenze

Organizzare il lavoro

Capire come va

Quanto costa

Domande frequenti

Quanti soldi servono per aprire un parrucchiere?

Per un piccolo salone si parla di 30.000–60.000 €; se compri il locale si può superare i 200.000 €. La sola parte burocratica (pratiche, licenza, registratore di cassa) costa circa 2.600–6.500 €, lavori esclusi. Sono stime di siti di settore, non dati ufficiali: cambiano molto con città, metratura e attrezzatura nuova o usata.

Quanto guadagna un parrucchiere?

Non esistono dati ufficiali sul guadagno dei titolari di questa attività: le cifre che si leggono online sono stime senza fonte e spesso si contraddicono. Anche i dati del Ministero dell'Economia sulle partite IVA non danno il dettaglio per i parrucchieri ed escludono chi è nel forfettario.

Il conto che conviene fare prima di aprire è semplice: clienti al giorno × scontrino medio × giorni di apertura, separando piega, taglio e colore, che hanno tempi e prezzi molto diversi. Da lì togli affitto, prodotti, utenze, commercialista, tasse e contributi. Quello che resta è il tuo guadagno, e dipende soprattutto da quante ore riesci a riempire.

Quante tasse paga un parrucchiere in regime forfettario?

Con il regime forfettario non paghi l'IRPEF sul guadagno reale: il reddito si calcola applicando agli incassi un coefficiente fisso, che per questa attività è del 67%. Su quel reddito, tolti i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova (niente partita IVA nei 3 anni prima e non è la prosecuzione di un lavoro che facevi già). Il regime vale fino a 85.000 € di incassi l'anno e non puoi entrarci se l'anno prima hai avuto più di 35.000 € di stipendio o pensione.

Esempio: con 30.000 € incassati in un anno, il reddito su cui si calcolano le tasse è 20.100 € (67%). Al 5% sono circa 1.005 € di imposta, al 15% circa 3.015 €, prima di togliere i contributi.

A parte ci sono i contributi INPS della Gestione artigiani: nel 2026 la quota fissa è di 4.521 € l'anno, dovuta anche se guadagni poco, più il 24% sulla parte di reddito sopra 18.808 €. Chi è nel forfettario può chiedere all'INPS la riduzione del 35%, che porta la quota fissa a circa 2.939 € ma riduce anche la pensione futura.

Che codice ATECO serve per aprire un parrucchiere?

Con la classificazione ATECO 2025 il codice è 96.21.00 «Servizi di parrucchieri e barbieri» (prima era 96.02.01). I coefficienti del forfettario sono ancora quelli della tabella del 2014, collegata ai vecchi codici: fai confermare il codice al commercialista o alla Camera di Commercio quando apri la pratica.

Cifre e aliquote aggiornate a ottobre 2026: verifica sempre con il tuo commercialista.

Programma Fondatori

Prova HoPosto

Potete provare gratis per 12 mesi, senza impegno, e poi decidete voi se continuare. L'offerta è a tempo limitato.

Scopri la promo →

Le informazioni di questa guida sono di carattere generale. Prima di aprire, verifica i requisiti con lo SUAP del tuo Comune e con il tuo commercialista.

Fonti