In breve. L'affitto di poltrona (acconciatori) e di cabina (estetiste) è ammesso: il Ministero dello Sviluppo Economico lo ha chiarito con una circolare del 2014. Chi prende in affitto deve essere abilitato e, per l'estetica, lavorare come impresa; servono un contratto scritto e la SCIA al SUAP. Le due attività devono restare autonome: clienti, agenda, ricevute e attrezzi separati, altrimenti il rapporto può essere visto come lavoro dipendente. Le regole di dettaglio cambiano da Regione a Regione e da Comune a Comune.
Cos'è l'affitto di poltrona e di cabina
Il titolare di un salone o di un centro estetico concede a un altro professionista l'uso di una postazione, con le eventuali attrezzature, in cambio di un canone. Si parla di poltrona per l'acconciatura e di cabina per l'estetica.
Chi prende in affitto lavora per conto suo: ha i suoi clienti, decide i suoi prezzi e incassa direttamente. Il titolare incassa solo il canone.
Il canone può comprendere più cose oltre allo spazio: uso delle attrezzature, una quota di luce e acqua, prodotti, pulizie. Conviene scriverlo voce per voce, così nessuno ha sorprese.
È legale? Cosa dicono le norme
Sì. Con la circolare n. 16361 del 31 gennaio 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che l'affitto di poltrona e di cabina è possibile, purché chi lavora nella postazione sia abilitato. Le leggi di riferimento restano quelle delle due professioni: la legge 174/2005 per gli acconciatori e la legge 1/1990 per le estetiste.
Il contratto, secondo la CNA e la Commissione regionale per l'artigianato dell'Emilia-Romagna, rientra nell'affitto di una cosa produttiva previsto dall'articolo 1615 del Codice civile.
Alcune Regioni hanno poi messo regole proprie. Per esempio la Lombardia lo ha previsto nel regolamento regionale n. 4 del 2018 sugli acconciatori; il Veneto ha linee guida della sua Commissione per l'artigianato; molti Comuni lo hanno inserito nei loro regolamenti.
Le regole cambiano da Regione a Regione. Prima di firmare chiedi al SUAP del tuo Comune o alla tua associazione di categoria quali condizioni valgono da te. A livello nazionale è in discussione in Parlamento una riforma del settore che prevede di riconoscere per legge l'affitto di poltrona e cabina: a luglio 2026 non era ancora approvata.
I requisiti di chi affitta e di chi prende in affitto
Chi concede la poltrona o la cabina
- Deve essere un'impresa in regola e iscritta al Registro delle imprese.
- Se i locali sono in affitto, serve il consenso scritto del proprietario dei muri.
- Deve garantire impianti e attrezzature a norma e tenere per sé un numero adeguato di postazioni. La guida CNA riporta anche limiti al numero di poltrone affittabili in base ai dipendenti, presi da un accordo di settore: verifica se valgono nella tua zona.
Chi prende in affitto
- Abilitazione professionale di acconciatore o di estetista.
- Partita IVA e iscrizione alla Camera di commercio: secondo la CNA la sola partita IVA non basta. Servono anche le iscrizioni a INPS e INAIL.
- Un responsabile tecnico proprio, anche sé stesso, presente durante l'orario di lavoro.
- Registratore di cassa o ricevute: chi lavora rilascia il documento fiscale ai propri clienti.
La CNA segnala anche due divieti: non si può affittare a chi, negli ultimi anni, è stato a lungo dipendente nello stesso salone, né può affittare chi ha licenziato di recente. I tempi esatti vanno controllati con l'associazione o il SUAP.
Contratto scritto, SCIA e durata
Il percorso indicato dalla CNA è questo:
- Contratto scritto, registrato all'Agenzia delle Entrate.
- SCIA al SUAP del Comune, con il contratto allegato.
- Inizio dell'attività, che può partire dal giorno della presentazione.
Nel contratto metti almeno: dati delle parti, postazione esatta (anche con planimetria), attrezzature e prodotti inclusi, canone e modalità di pagamento, utenze, giorni e orari, durata, recesso e cause di risoluzione, responsabilità verso clienti e uffici pubblici.
Sulla durata non c'è una regola unica: il modello CNA prevede almeno un anno, mentre il parere dell'Emilia-Romagna non fissa minimi. Scrivi anche chi pulisce cosa, chi paga le riparazioni e come si gestiscono i rifiuti. Le assicurazioni non sono obbligatorie ma la CNA le consiglia.
Come ti aiuta HoPosto a tenere le agende separate
Uno dei punti più delicati è l'agenda. Se tutti gli appuntamenti finiscono su un unico quaderno gestito dal titolare, sembra che sia lui a distribuire i clienti. HoPosto ti aiuta a tenere le cose in ordine:
- Un'attività per ciascuno: chi prende in affitto può registrare su HoPosto la propria attività, con la sua partita IVA, la sua agenda e i suoi servizi. Perché: prenotazioni, clienti ed eventuali caparre restano suoi e non passano dal titolare, come deve essere tra due imprese autonome.
- Listino dei servizi con prezzo e durata: visibile al cliente prima di prenotare. Perché: ognuno pubblica i suoi servizi e i suoi prezzi, senza doverli spiegare al telefono.
- Prenotazione online 24 ore su 24 e promemoria automatici: da app e sito, con conferma e promemoria via email e notifica. Perché: nessuno dei due deve rispondere al telefono per l'altro.
- Statistiche: ore vuote e andamento dell'agenda. Perché: il titolare vede quanto è davvero occupata la poltrona prima di decidere se affittarla, e chi affitta capisce se il canone gli conviene.
- Nessuna commissione sulle prenotazioni: solo un canone fisso. Perché: nessuna percentuale si mescola ai conti tra voi due.
Attenzione: HoPosto gestisce le prenotazioni, non gli incassi né le fatture. Ricevute, canone e contabilità restano a ciascuno di voi e al vostro commercialista. Per scegliere lo strumento giusto leggi anche la guida al gestionale per parrucchieri.
Il rischio del lavoro dipendente mascherato
Se chi affitta non è davvero autonomo, il rapporto può essere considerato lavoro dipendente, con tutto quello che comporta. La CNA indica i segnali di rischio:
- il titolare dà ordini, orari, controlli o richiami a chi affitta;
- i clienti o le prestazioni passano dall'uno all'altro;
- chi affitta guadagna con fatture al titolare invece che con ricevute ai clienti;
- il canone è legato a quanto incassa chi affitta, o i soldi girano in modo da compensarsi;
- chi affitta non ha una sua vera organizzazione d'impresa.
Sono vietati anche il subaffitto senza consenso scritto e lo scambio di prestazioni, salvo sostituzioni occasionali per malattia o ferie, con la ricevuta emessa da chi fa il lavoro. Il Ministero suggerisce di evitare l'uso promiscuo delle attrezzature. Per casi particolari, chiedi a un consulente del lavoro o a un avvocato.
Come dividere clienti, agenda e incassi in modo pulito
- Clienti: ognuno ha i suoi. Se un cliente chiede di un operatore, lo indirizzi a lui, senza smistare tu gli appuntamenti.
- Agenda: una per ciascuno, con orari decisi da chi lavora entro quelli scritti nel contratto. Così eviti anche sovrapposizioni e buchi in agenda.
- Incassi: ognuno incassa e rilascia la ricevuta ai propri clienti. Il titolare emette fattura per il canone, che chi affitta paga a parte.
- Postazione e prodotti: spazi e attrezzi indicati nel contratto. Se usi prodotti comuni, mettilo per iscritto nel canone.
- Insegna e comunicazione: chiarite con il SUAP come indicare le due attività all'ingresso.
Per le estetiste vale lo stesso discorso: trovi altri consigli nella guida al gestionale per centri estetici.
Perché esiste HoPosto: il tuo tempo
Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). Quando in salone lavorano più persone, il tempo se ne va a incastrare agende e a rispondere al telefono per gli altri. HoPosto è nato per restituirti quel tempo.
Domande frequenti
Posso affittare una poltrona del mio salone a un parrucchiere senza partita IVA?
In generale no: secondo la CNA chi prende in affitto deve avere partita IVA, iscrizione alla Camera di commercio e abilitazione. La circolare del Ministero ammette per gli acconciatori anche soggetti non imprenditori se abilitati, ma le regole regionali e comunali possono essere più severe. Chiedi al SUAP del tuo Comune prima di firmare.
Il contratto di affitto di poltrona va registrato?
Secondo la CNA sì: va fatto per scritto e registrato all'Agenzia delle Entrate, poi allegato alla SCIA da presentare al SUAP. Il tuo commercialista ti dirà costi e modalità di registrazione.
Una mia ex dipendente può prendere in affitto una cabina nel mio centro estetico?
Dipende da quanto tempo ha lavorato da te e da quando. La CNA segnala il divieto di affittare a chi è stato a lungo dipendente nello stesso salone negli ultimi anni, per evitare il lavoro dipendente mascherato. Verifica i tempi esatti con la tua associazione di categoria.
Chi affitta la poltrona può usare la stessa agenda del salone?
Meglio di no. Un'agenda unica gestita dal titolare può far sembrare che sia lui a distribuire i clienti. Conviene che ogni professionista abbia la propria agenda e gestisca da sé appuntamenti e incassi.
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Scopri la promo →Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e non sono una consulenza legale. Per scrivere le condizioni della tua attività, confrontati con un professionista.
Fonti
- CNA Benessere e Sanità – Affitto di poltrona e cabina, guida (2022)
- Ministero dello Sviluppo Economico – Circolare 31 gennaio 2014, n. 16361 (testo riportato da Studio Cerbone, 2014)
- Fiscal Focus – Acconciatori ed estetisti: ok all'affitto di poltrona e cabina (2014)
- Camera di Commercio di Ravenna – Parere CRA Emilia-Romagna sull'affitto di poltrona (2013)
- Regione Lombardia – Disciplina dell'attività di acconciatore, regolamento regionale n. 4 (2018)
- Regione Veneto – Acconciatore, pareri della CRA (linee guida affitto di poltrona/cabina, 2014)
- MySolution – Il contratto di affitto poltrona o cabina (2023)
- CNA, Confartigianato, Casartigiani – Ddl acconciatura ed estetica, comunicato (2026)
