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Affitto di poltrona e di cabina: come farlo in regola

Hai una poltrona o una cabina vuota e pensi di affittarla a un collega? Oppure vuoi lavorare in proprio senza aprire un salone? Si può fare, ma solo se le due attività restano davvero separate.

Aggiornato al · Lettura: circa 7 minuti

In breve. L'affitto di poltrona (acconciatori) e di cabina (estetiste) è ammesso: il Ministero dello Sviluppo Economico lo ha chiarito con una circolare del 2014. Chi prende in affitto deve essere abilitato e, per l'estetica, lavorare come impresa; servono un contratto scritto e la SCIA al SUAP. Le due attività devono restare autonome: clienti, agenda, ricevute e attrezzi separati, altrimenti il rapporto può essere visto come lavoro dipendente. Le regole di dettaglio cambiano da Regione a Regione e da Comune a Comune.

Cos'è l'affitto di poltrona e di cabina

Il titolare di un salone o di un centro estetico concede a un altro professionista l'uso di una postazione, con le eventuali attrezzature, in cambio di un canone. Si parla di poltrona per l'acconciatura e di cabina per l'estetica.

Chi prende in affitto lavora per conto suo: ha i suoi clienti, decide i suoi prezzi e incassa direttamente. Il titolare incassa solo il canone.

Il canone può comprendere più cose oltre allo spazio: uso delle attrezzature, una quota di luce e acqua, prodotti, pulizie. Conviene scriverlo voce per voce, così nessuno ha sorprese.

È legale? Cosa dicono le norme

Sì. Con la circolare n. 16361 del 31 gennaio 2014 il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che l'affitto di poltrona e di cabina è possibile, purché chi lavora nella postazione sia abilitato. Le leggi di riferimento restano quelle delle due professioni: la legge 174/2005 per gli acconciatori e la legge 1/1990 per le estetiste.

Il contratto, secondo la CNA e la Commissione regionale per l'artigianato dell'Emilia-Romagna, rientra nell'affitto di una cosa produttiva previsto dall'articolo 1615 del Codice civile.

Alcune Regioni hanno poi messo regole proprie. Per esempio la Lombardia lo ha previsto nel regolamento regionale n. 4 del 2018 sugli acconciatori; il Veneto ha linee guida della sua Commissione per l'artigianato; molti Comuni lo hanno inserito nei loro regolamenti.

Le regole cambiano da Regione a Regione. Prima di firmare chiedi al SUAP del tuo Comune o alla tua associazione di categoria quali condizioni valgono da te. A livello nazionale è in discussione in Parlamento una riforma del settore che prevede di riconoscere per legge l'affitto di poltrona e cabina: a luglio 2026 non era ancora approvata.

I requisiti di chi affitta e di chi prende in affitto

Chi concede la poltrona o la cabina

Chi prende in affitto

La CNA segnala anche due divieti: non si può affittare a chi, negli ultimi anni, è stato a lungo dipendente nello stesso salone, né può affittare chi ha licenziato di recente. I tempi esatti vanno controllati con l'associazione o il SUAP.

Contratto scritto, SCIA e durata

Il percorso indicato dalla CNA è questo:

  1. Contratto scritto, registrato all'Agenzia delle Entrate.
  2. SCIA al SUAP del Comune, con il contratto allegato.
  3. Inizio dell'attività, che può partire dal giorno della presentazione.

Nel contratto metti almeno: dati delle parti, postazione esatta (anche con planimetria), attrezzature e prodotti inclusi, canone e modalità di pagamento, utenze, giorni e orari, durata, recesso e cause di risoluzione, responsabilità verso clienti e uffici pubblici.

Sulla durata non c'è una regola unica: il modello CNA prevede almeno un anno, mentre il parere dell'Emilia-Romagna non fissa minimi. Scrivi anche chi pulisce cosa, chi paga le riparazioni e come si gestiscono i rifiuti. Le assicurazioni non sono obbligatorie ma la CNA le consiglia.

Come ti aiuta HoPosto a tenere le agende separate

Uno dei punti più delicati è l'agenda. Se tutti gli appuntamenti finiscono su un unico quaderno gestito dal titolare, sembra che sia lui a distribuire i clienti. HoPosto ti aiuta a tenere le cose in ordine:

Attenzione: HoPosto gestisce le prenotazioni, non gli incassi né le fatture. Ricevute, canone e contabilità restano a ciascuno di voi e al vostro commercialista. Per scegliere lo strumento giusto leggi anche la guida al gestionale per parrucchieri.

Il rischio del lavoro dipendente mascherato

Se chi affitta non è davvero autonomo, il rapporto può essere considerato lavoro dipendente, con tutto quello che comporta. La CNA indica i segnali di rischio:

Sono vietati anche il subaffitto senza consenso scritto e lo scambio di prestazioni, salvo sostituzioni occasionali per malattia o ferie, con la ricevuta emessa da chi fa il lavoro. Il Ministero suggerisce di evitare l'uso promiscuo delle attrezzature. Per casi particolari, chiedi a un consulente del lavoro o a un avvocato.

Come dividere clienti, agenda e incassi in modo pulito

Per le estetiste vale lo stesso discorso: trovi altri consigli nella guida al gestionale per centri estetici.

Perché esiste HoPosto: il tuo tempo

Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). Quando in salone lavorano più persone, il tempo se ne va a incastrare agende e a rispondere al telefono per gli altri. HoPosto è nato per restituirti quel tempo.

Domande frequenti

Posso affittare una poltrona del mio salone a un parrucchiere senza partita IVA?

In generale no: secondo la CNA chi prende in affitto deve avere partita IVA, iscrizione alla Camera di commercio e abilitazione. La circolare del Ministero ammette per gli acconciatori anche soggetti non imprenditori se abilitati, ma le regole regionali e comunali possono essere più severe. Chiedi al SUAP del tuo Comune prima di firmare.

Il contratto di affitto di poltrona va registrato?

Secondo la CNA sì: va fatto per scritto e registrato all'Agenzia delle Entrate, poi allegato alla SCIA da presentare al SUAP. Il tuo commercialista ti dirà costi e modalità di registrazione.

Una mia ex dipendente può prendere in affitto una cabina nel mio centro estetico?

Dipende da quanto tempo ha lavorato da te e da quando. La CNA segnala il divieto di affittare a chi è stato a lungo dipendente nello stesso salone negli ultimi anni, per evitare il lavoro dipendente mascherato. Verifica i tempi esatti con la tua associazione di categoria.

Chi affitta la poltrona può usare la stessa agenda del salone?

Meglio di no. Un'agenda unica gestita dal titolare può far sembrare che sia lui a distribuire i clienti. Conviene che ogni professionista abbia la propria agenda e gestisca da sé appuntamenti e incassi.

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Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e non sono una consulenza legale. Per scrivere le condizioni della tua attività, confrontati con un professionista.

Fonti