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Come aprire un centro estetico in Italia: requisiti, costi e permessi

Aprire un centro estetico richiede una qualifica precisa e un locale a norma. Ecco cosa chiede la legge, quali strade portano alla qualifica e quali pratiche servono.

Aggiornato al · Lettura: circa 6 minuti

La legge di riferimento

L'attività di estetista è regolata dalla legge 4 gennaio 1990, n. 1. Comprende i trattamenti sulla superficie del corpo con finalità estetiche, eseguiti con tecniche manuali, con gli apparecchi ammessi e con i cosmetici. Sono escluse le prestazioni con finalità terapeutiche.

La qualifica serve anche se lavori in un luogo privato o gratuitamente, e l'attività non può essere svolta in forma ambulante.

Come si ottiene la qualifica

L'articolo 3 della legge prevede tre strade, tutte con un esame finale teorico-pratico:

Ore e modalità dei corsi le stabiliscono le Regioni, e possono essere diverse da una regione all'altra.

Il responsabile tecnico

In ogni sede deve esserci almeno un responsabile tecnico qualificato: il titolare, un socio, un familiare o un dipendente. Dal 2026 (decreto-legge 19/2026) il responsabile tecnico assente può essere sostituito temporaneamente da una persona qualificata o con almeno tre anni di esperienza: fino a 30 giorni per qualsiasi motivo, fino a 90 per motivi di salute documentati, con comunicazione al SUAP.

Gli apparecchi consentiti

L'estetista può usare solo gli apparecchi elettromeccanici elencati nel decreto ministeriale 110/2011, il cui allegato è stato sostituito dal DM 206/2015, con le relative schede tecniche. Prima di acquistare un macchinario, verifica che rientri nell'elenco.

Regole in evoluzione. Al Senato è all'esame della 9ª Commissione il disegno di legge S.1619, che riformerebbe la disciplina di acconciatori ed estetisti e introdurrebbe nuove figure come onicotecnico e truccatore. Non è stato approvato: aggiorneremo questa guida se cambia qualcosa.

Le pratiche per aprire

  1. Qualifica e nomina del responsabile tecnico.
  2. Locale a norma secondo il regolamento del Comune.
  3. SCIA allo SUAP del Comune.
  4. Comunicazione unica al Registro Imprese, ed eventuale iscrizione all'Albo delle imprese artigiane.
  5. Posizione INPS.

Quanto costa aprire

Il punto che molti sottovalutano: il tuo tempo

Chi apre pensa ai permessi, ai costi, all'arredamento. Quasi nessuno pensa a quanto tempo se ne andrà al telefono: chiamate mentre sei con le mani su una cliente, interruzioni continue, buchi in agenda per un appuntamento saltato. E messaggi a cui rispondere la sera, dopo la chiusura.

Avere un'attività non deve voler dire regalarle anche il tuo tempo libero.

Per questo la prenotazione online non è un optional:

Come scegliere l'app giusta: le domande da farsi

Perché esiste HoPosto: il tuo tempo

Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). HoPosto è nato per restituirti quel tempo.

La differenza di HoPosto: la disponibilità reale sulla mappa

Essere sulla mappa non basta: lo fa già Google. Lì il cliente vede che esisti e quando sei aperto, ma di solito per sapere se hai posto deve chiamarti, e se sei con le mani su una cliente quella chiamata va persa.

Su HoPosto la mappa mostra la disponibilità reale. Se a un cliente serve una pulizia viso adesso, o alle 16:30, cerca e vede solo chi ha un posto libero quando gli serve.

Per il tuo centro vuol dire che, quando hai un buco in agenda, ti trova proprio chi cerca una pulizia viso in quel momento, senza che tu debba alzare il telefono.

Un'app per il tuo centro, e per tutto il resto

Molte app di prenotazione sono di settore: i tuoi clienti le scaricano solo perché le usi tu, e per il resto del tempo restano dimenticate sul telefono. HoPosto funziona al contrario: il cliente la scarica la prima volta per prenotare da te, ma con la stessa ricerca per disponibilità trova anche il barbiere, il veterinario, il nutrizionista, la palestra, il campo da calcetto. L'obiettivo è che diventi l'app che apre ogni giorno. E un'app che resta sul telefono dei tuoi clienti tiene il tuo centro a portata di mano.

Cosa fa HoPosto per il tuo centro

Ogni funzione nasce da un problema preciso di chi lavora su appuntamento. Ecco cosa fa e perché.

Domande frequenti

Quanti soldi servono per aprire un centro estetico?

Le stime più diffuse parlano di 40.000–50.000 € o più, soprattutto per le apparecchiature (epilazione, viso, corpo) e per la cabina con i requisiti igienici. È una stima del 2022: oggi conviene chiedere preventivi aggiornati per le macchine, che sono la voce che cambia di più. Sono stime di siti di settore, non dati ufficiali: cambiano molto con città, metratura e attrezzatura nuova o usata.

Quanto guadagna un centro estetico?

Non esistono dati ufficiali sul guadagno dei titolari di questa attività: le cifre che si leggono online sono stime senza fonte e spesso si contraddicono.

Il conto che conviene fare prima di aprire è semplice: trattamenti al giorno × prezzo medio × giorni di apertura, tenendo conto che ogni cabina lavora una persona alla volta. Da lì togli affitto, prodotti, utenze, commercialista, tasse e contributi. Quello che resta è il tuo guadagno, e dipende soprattutto da quante ore riesci a riempire.

Quante tasse paga un'estetista in regime forfettario?

Con il regime forfettario non paghi l'IRPEF sul guadagno reale: il reddito si calcola applicando agli incassi un coefficiente fisso, che per questa attività è del 67%. Su quel reddito, tolti i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova (niente partita IVA nei 3 anni prima e non è la prosecuzione di un lavoro che facevi già). Il regime vale fino a 85.000 € di incassi l'anno e non puoi entrarci se l'anno prima hai avuto più di 35.000 € di stipendio o pensione.

Esempio: con 30.000 € incassati in un anno, il reddito su cui si calcolano le tasse è 20.100 € (67%). Al 5% sono circa 1.005 € di imposta, al 15% circa 3.015 €, prima di togliere i contributi.

A parte ci sono i contributi INPS della Gestione artigiani: nel 2026 la quota fissa è di 4.521 € l'anno, dovuta anche se guadagni poco, più il 24% sulla parte di reddito sopra 18.808 €. Chi è nel forfettario può chiedere all'INPS la riduzione del 35%, che porta la quota fissa a circa 2.939 € ma riduce anche la pensione futura.

Che codice ATECO serve per un centro estetico?

Con la classificazione ATECO 2025 il codice è 96.22.09 «Altri servizi di cura della bellezza e trattamenti di bellezza n.c.a.» (prima era 96.02.02). Se fai anche manicure e pedicure si aggiunge il 96.22.01. I coefficienti del forfettario sono ancora quelli della tabella del 2014, collegata ai vecchi codici: fai confermare il codice al commercialista o alla Camera di Commercio quando apri la pratica.

Cifre e aliquote aggiornate a ottobre 2026: verifica sempre con il tuo commercialista.

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Potete provare gratis per 12 mesi, senza impegno, e poi decidete voi se continuare. L'offerta è a tempo limitato.

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Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e possono cambiare. Prima di prendere decisioni, verifica con lo SUAP del tuo Comune, la Camera di Commercio e il tuo commercialista.

Fonti