La legge di riferimento
L'attività di estetista è regolata dalla legge 4 gennaio 1990, n. 1. Comprende i trattamenti sulla superficie del corpo con finalità estetiche, eseguiti con tecniche manuali, con gli apparecchi ammessi e con i cosmetici. Sono escluse le prestazioni con finalità terapeutiche.
La qualifica serve anche se lavori in un luogo privato o gratuitamente, e l'attività non può essere svolta in forma ambulante.
Come si ottiene la qualifica
L'articolo 3 della legge prevede tre strade, tutte con un esame finale teorico-pratico:
- un corso regionale di due anni, seguito da un anno di specializzazione oppure da un anno di lavoro in un centro estetico;
- l'apprendistato, seguito da un anno di lavoro a tempo pieno e da un corso teorico regionale;
- almeno tre anni di lavoro a tempo pieno in un centro estetico negli ultimi cinque, più lo stesso corso teorico.
Ore e modalità dei corsi le stabiliscono le Regioni, e possono essere diverse da una regione all'altra.
Il responsabile tecnico
In ogni sede deve esserci almeno un responsabile tecnico qualificato: il titolare, un socio, un familiare o un dipendente. Dal 2026 (decreto-legge 19/2026) il responsabile tecnico assente può essere sostituito temporaneamente da una persona qualificata o con almeno tre anni di esperienza: fino a 30 giorni per qualsiasi motivo, fino a 90 per motivi di salute documentati, con comunicazione al SUAP.
Gli apparecchi consentiti
L'estetista può usare solo gli apparecchi elettromeccanici elencati nel decreto ministeriale 110/2011, il cui allegato è stato sostituito dal DM 206/2015, con le relative schede tecniche. Prima di acquistare un macchinario, verifica che rientri nell'elenco.
Regole in evoluzione. Al Senato è all'esame della 9ª Commissione il disegno di legge S.1619, che riformerebbe la disciplina di acconciatori ed estetisti e introdurrebbe nuove figure come onicotecnico e truccatore. Non è stato approvato: aggiorneremo questa guida se cambia qualcosa.
Le pratiche per aprire
- Qualifica e nomina del responsabile tecnico.
- Locale a norma secondo il regolamento del Comune.
- SCIA allo SUAP del Comune.
- Comunicazione unica al Registro Imprese, ed eventuale iscrizione all'Albo delle imprese artigiane.
- Posizione INPS.
Quanto costa aprire
- affitto, deposito ed eventuale agenzia;
- lavori: cabine, impianti, bagno, aerazione;
- lettini, apparecchi, sterilizzatrice, arredi;
- prima scorta di prodotti;
- commercialista, pratiche e un fondo di riserva per i primi mesi.
Il punto che molti sottovalutano: il tuo tempo
Chi apre pensa ai permessi, ai costi, all'arredamento. Quasi nessuno pensa a quanto tempo se ne andrà al telefono: chiamate mentre sei con le mani su una cliente, interruzioni continue, buchi in agenda per un appuntamento saltato. E messaggi a cui rispondere la sera, dopo la chiusura.
Avere un'attività non deve voler dire regalarle anche il tuo tempo libero.
Per questo la prenotazione online non è un optional:
- i clienti prenotano da soli, a qualsiasi ora;
- vedono solo gli orari davvero liberi;
- i promemoria automatici riducono le assenze;
- se devono spostare, lo fanno da soli e il posto torna libero.
Come scegliere l'app giusta: le domande da farsi
- Prende commissioni sulle prenotazioni? Quando l'agenda è piena, una percentuale su ogni appuntamento pesa ogni mese.
- Di chi è il cliente? Controlla se, quando cercano te, ai tuoi clienti vengono mostrati anche i concorrenti.
- I prezzi sono chiari? Quello che paghi deve essere scritto, senza costi che compaiono dopo.
- C'è il rinnovo automatico? Meglio sapere prima se e come puoi smettere.
- Dove finiscono le caparre? Sul tuo conto o su quello della piattaforma?
Perché esiste HoPosto: il tuo tempo
Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). HoPosto è nato per restituirti quel tempo.
La differenza di HoPosto: la disponibilità reale sulla mappa
Essere sulla mappa non basta: lo fa già Google. Lì il cliente vede che esisti e quando sei aperto, ma di solito per sapere se hai posto deve chiamarti, e se sei con le mani su una cliente quella chiamata va persa.
Su HoPosto la mappa mostra la disponibilità reale. Se a un cliente serve una pulizia viso adesso, o alle 16:30, cerca e vede solo chi ha un posto libero quando gli serve.
Per il tuo centro vuol dire che, quando hai un buco in agenda, ti trova proprio chi cerca una pulizia viso in quel momento, senza che tu debba alzare il telefono.
Un'app per il tuo centro, e per tutto il resto
Molte app di prenotazione sono di settore: i tuoi clienti le scaricano solo perché le usi tu, e per il resto del tempo restano dimenticate sul telefono. HoPosto funziona al contrario: il cliente la scarica la prima volta per prenotare da te, ma con la stessa ricerca per disponibilità trova anche il barbiere, il veterinario, il nutrizionista, la palestra, il campo da calcetto. L'obiettivo è che diventi l'app che apre ogni giorno. E un'app che resta sul telefono dei tuoi clienti tiene il tuo centro a portata di mano.
Cosa fa HoPosto per il tuo centro
Ogni funzione nasce da un problema preciso di chi lavora su appuntamento. Ecco cosa fa e perché.
- Più operatori, cabine, postazioni o campi, ognuno con i suoi orari, senza doppie prenotazioni. Perché: tutta l'attività in un'unica agenda.
- Orari consigliati (Smart Booking): chi prenota vede per primi gli orari attaccati agli appuntamenti già presi; il 55% dei clienti sceglie l'orario suggerito (dati HoPosto, ottobre 2026). Perché: l'agenda si compatta invece di riempirsi a macchia di leopardo.
- Pacchetti di sedute: vendi più appuntamenti insieme, il contatore si scala da solo. Perché: niente conti a mano su chi ha ancora sedute da fare.
- Promemoria di ritorno: HoPosto impara ogni quanto ciascun cliente torna da te e, quando si avvicina il suo momento, gli ricorda di riprenotare (per chi viene ogni mese, circa 5 giorni prima). Perché: il cliente abituale che si dimentica è il buco più facile da evitare. E il promemoria lo riporta da te, non da un concorrente: HoPosto non "vende" i tuoi clienti ad altre attività.
- Lista d'attesa automatica: quando un cliente disdice, il posto viene offerto a chi lo stava aspettando. Perché: il buco si richiude senza che tu debba telefonare a nessuno.
- Promemoria automatici: conferma, poi un promemoria il giorno prima e uno qualche ora prima. Perché: meno dimenticanze, meno posti vuoti.
- Caparra facoltativa: decidi tu se chiederla, e va direttamente sul tuo conto. Perché: chi ha pagato un anticipo si presenta.
- Flash Sale: abbassi il prezzo solo su un orario che non si riempie, e lo vede chi è in zona. Perché: riempi l'ora vuota senza toccare il resto del listino.
- Indice di affidabilità: chi ha una storia di disdette tardive e mancate presenze non entra in agenda da solo, la richiesta arriva a te e decidi tu. Perché: proteggi le ore più richieste.
- Agenda online, con le prenotazioni che inserisci tu a mano sempre gratuite. Perché: i clienti di sempre che ti chiamano li segni nello stesso posto.
- Statistiche e Business Coach: come sta andando l'agenda, dove restano le ore vuote, da dove arrivano i clienti. Perché: sai dove intervenire prima di accorgertene dall'incasso.
- Zero commissioni sulle prenotazioni: abbonamento fisso, senza rinnovo automatico. Perché: più lavori, più guadagni tu, non la piattaforma.
- App per iPhone e Android, oppure dal browser.
Domande frequenti
Quanti soldi servono per aprire un centro estetico?
Le stime più diffuse parlano di 40.000–50.000 € o più, soprattutto per le apparecchiature (epilazione, viso, corpo) e per la cabina con i requisiti igienici. È una stima del 2022: oggi conviene chiedere preventivi aggiornati per le macchine, che sono la voce che cambia di più. Sono stime di siti di settore, non dati ufficiali: cambiano molto con città, metratura e attrezzatura nuova o usata.
Quanto guadagna un centro estetico?
Non esistono dati ufficiali sul guadagno dei titolari di questa attività: le cifre che si leggono online sono stime senza fonte e spesso si contraddicono.
Il conto che conviene fare prima di aprire è semplice: trattamenti al giorno × prezzo medio × giorni di apertura, tenendo conto che ogni cabina lavora una persona alla volta. Da lì togli affitto, prodotti, utenze, commercialista, tasse e contributi. Quello che resta è il tuo guadagno, e dipende soprattutto da quante ore riesci a riempire.
Quante tasse paga un'estetista in regime forfettario?
Con il regime forfettario non paghi l'IRPEF sul guadagno reale: il reddito si calcola applicando agli incassi un coefficiente fisso, che per questa attività è del 67%. Su quel reddito, tolti i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova (niente partita IVA nei 3 anni prima e non è la prosecuzione di un lavoro che facevi già). Il regime vale fino a 85.000 € di incassi l'anno e non puoi entrarci se l'anno prima hai avuto più di 35.000 € di stipendio o pensione.
Esempio: con 30.000 € incassati in un anno, il reddito su cui si calcolano le tasse è 20.100 € (67%). Al 5% sono circa 1.005 € di imposta, al 15% circa 3.015 €, prima di togliere i contributi.
A parte ci sono i contributi INPS della Gestione artigiani: nel 2026 la quota fissa è di 4.521 € l'anno, dovuta anche se guadagni poco, più il 24% sulla parte di reddito sopra 18.808 €. Chi è nel forfettario può chiedere all'INPS la riduzione del 35%, che porta la quota fissa a circa 2.939 € ma riduce anche la pensione futura.
Che codice ATECO serve per un centro estetico?
Con la classificazione ATECO 2025 il codice è 96.22.09 «Altri servizi di cura della bellezza e trattamenti di bellezza n.c.a.» (prima era 96.02.02). Se fai anche manicure e pedicure si aggiunge il 96.22.01. I coefficienti del forfettario sono ancora quelli della tabella del 2014, collegata ai vecchi codici: fai confermare il codice al commercialista o alla Camera di Commercio quando apri la pratica.
Cifre e aliquote aggiornate a ottobre 2026: verifica sempre con il tuo commercialista.
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Potete provare gratis per 12 mesi, senza impegno, e poi decidete voi se continuare. L'offerta è a tempo limitato.
Scopri la promo →Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e possono cambiare. Prima di prendere decisioni, verifica con lo SUAP del tuo Comune, la Camera di Commercio e il tuo commercialista.
Fonti
- Legge 4 gennaio 1990, n. 1 – Disciplina dell'attività di estetista (Normattiva)
- DM 15 ottobre 2015, n. 206 – Apparecchi elettromeccanici per uso estetico (Normattiva)
- Camera di Commercio di Modena – Scheda estetista
- Senato – Scheda del disegno di legge S.1619
- PartitaIva.it – Aprire un centro estetico (2022)
- ISTAT – Struttura della classificazione ATECO 2025
- Regime forfettario 2026: requisiti e limiti (Money.it, ottobre 2026)
- Contributi INPS artigiani e commercianti 2026, circolare INPS 14/2026 (PartitaIva.it)
- Coefficienti del forfettario e codici ATECO 2025 (InformazioneFiscale)
