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Come aprire uno studio di tatuaggi e piercing: corso, regole e permessi

In Italia non c'è una legge nazionale sui tatuaggi, ma ci sono regole precise: un corso obbligatorio, linee guida sanitarie, norme europee sugli inchiostri e regole regionali che cambiano molto da un posto all'altro.

Aggiornato al · Lettura: circa 5 minuti

Le regole di riferimento

Non esiste una legge nazionale specifica sui tatuaggi. Il riferimento sono le linee guida del Ministero della Sanità (circolari del 5 febbraio 1998 e del 16 luglio 1998) e le norme delle Regioni, alcune delle quali (Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio) hanno una legge propria.

Il corso igienico-sanitario

Per tatuare serve un corso di formazione igienico-sanitaria riconosciuto dalla Regione, di solito organizzato dalle ASL o da enti accreditati. Lo devono avere tutti gli operatori dello studio. Durata e contenuti cambiano da regione a regione.

In Puglia. Le regole sono nella delibera di Giunta regionale n. 983 del 6 luglio 2016, "Linee guida per la tutela della salute nelle attività di tatuaggio e piercing", che prevede percorsi formativi distinti per il solo piercing del lobo e per il tatuaggio, e requisiti strutturali, impiantistici e igienico-sanitari dei locali. Per sapere dove frequentare il corso, chiedi al Dipartimento di Prevenzione della tua ASL.

Gli inchiostri: regole europee

Dal 4 gennaio 2022 gli inchiostri per tatuaggi devono rispettare il Regolamento (UE) 2020/2081 (REACH), che limita molte sostanze pericolose. In etichetta devono comparire la dicitura "Miscela per tatuaggi o trucco permanente", il numero di lotto e gli ingredienti. Compra solo da fornitori che lo garantiscono.

Consenso informato e minori

Il cliente deve firmare un consenso informato. I minorenni possono essere tatuati solo con il consenso dei genitori, e alcune Regioni sono più severe: in Toscana, ad esempio, è vietato tatuare i minori di 14 anni.

Le pratiche per aprire

  1. Attestato del corso igienico-sanitario.
  2. Locali conformi ai requisiti regionali e comunali (superfici lavabili, zona di sterilizzazione, lavabo dedicato, servizi).
  3. SCIA allo SUAP del Comune.
  4. Comunicazione unica al Registro Imprese: partita IVA, INPS, INAIL ed eventuale Albo artigiani.

Quanto costa aprire

Il punto che molti sottovalutano: il tuo tempo

Chi apre pensa ai permessi, ai costi, all'arredamento. Quasi nessuno pensa a quanto tempo se ne andrà al telefono: chiamate mentre sei con la macchinetta in mano, interruzioni continue, buchi in agenda per un appuntamento saltato. E messaggi a cui rispondere la sera, dopo la chiusura.

Avere un'attività non deve voler dire regalarle anche il tuo tempo libero.

Per questo la prenotazione online non è un optional:

Come scegliere l'app giusta: le domande da farsi

Perché esiste HoPosto: il tuo tempo

Pensiamo che chi ha un'attività abbia diritto al proprio tempo libero. Su HoPosto il 54% delle prenotazioni arriva mentre l'attività è chiusa o in pausa (dati HoPosto, ultimi 90 giorni, ottobre 2026). HoPosto è nato per restituirti quel tempo.

La differenza di HoPosto: la disponibilità reale sulla mappa

Essere sulla mappa non basta: lo fa già Google. Lì il cliente vede che esisti e quando sei aperto, ma di solito per sapere se hai posto deve chiamarti, e se sei con la macchinetta in mano quella chiamata va persa.

Su HoPosto la mappa mostra la disponibilità reale. Se a un cliente serve una consulenza o un tatuaggio adesso, o alle 16:30, cerca e vede solo chi ha un posto libero quando gli serve.

Per il tuo studio vuol dire che, quando hai un buco in agenda, ti trova proprio chi cerca una consulenza o un tatuaggio in quel momento, senza che tu debba alzare il telefono.

Un'app per il tuo studio, e per tutto il resto

Molte app di prenotazione sono di settore: i tuoi clienti le scaricano solo perché le usi tu, e per il resto del tempo restano dimenticate sul telefono. HoPosto funziona al contrario: il cliente la scarica la prima volta per prenotare da te, ma con la stessa ricerca per disponibilità trova anche il barbiere, il veterinario, il nutrizionista, la palestra, il campo da calcetto. L'obiettivo è che diventi l'app che apre ogni giorno. E un'app che resta sul telefono dei tuoi clienti tiene il tuo studio a portata di mano.

Cosa fa HoPosto per il tuo studio

Ogni funzione nasce da un problema preciso di chi lavora su appuntamento. Ecco cosa fa e perché.

Domande frequenti

Quanti soldi servono per aprire uno studio di tatuaggi?

Uno studio piccolo costa in genere 15.000–50.000 €; uno più grande può arrivare a 100.000 €. Le pratiche costano poco (bolli, diritti camerali e SCIA, qualche centinaio di euro, più 300–500 € se le fai fare a qualcuno): pesano di più il locale con i requisiti igienici, l'autoclave e le postazioni. Sono stime di siti di settore, non dati ufficiali: cambiano molto con città, metratura e attrezzatura nuova o usata.

Quanto guadagna un tatuatore?

Non esistono dati ufficiali sul guadagno dei titolari di questa attività: le cifre che si leggono online sono stime senza fonte e spesso si contraddicono. Il dato certo è che il settore cresce: a giugno 2026 gli studi di tatuaggi in Italia erano 9.614, il 160% in più rispetto al 2017.

Il conto che conviene fare prima di aprire è semplice: ore di lavoro vendute alla settimana × prezzo orario, più i piccoli tatuaggi a prezzo fisso. Da lì togli affitto, prodotti, utenze, commercialista, tasse e contributi. Quello che resta è il tuo guadagno, e dipende soprattutto da quante ore riesci a riempire.

Quante tasse paga un tatuatore in regime forfettario?

Con il regime forfettario non paghi l'IRPEF sul guadagno reale: il reddito si calcola applicando agli incassi un coefficiente fisso, che per questa attività è del 67%. Su quel reddito, tolti i contributi previdenziali versati, paghi un'imposta del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se l'attività è davvero nuova (niente partita IVA nei 3 anni prima e non è la prosecuzione di un lavoro che facevi già). Il regime vale fino a 85.000 € di incassi l'anno e non puoi entrarci se l'anno prima hai avuto più di 35.000 € di stipendio o pensione.

Esempio: con 30.000 € incassati in un anno, il reddito su cui si calcolano le tasse è 20.100 € (67%). Al 5% sono circa 1.005 € di imposta, al 15% circa 3.015 €, prima di togliere i contributi.

A parte ci sono i contributi INPS della Gestione artigiani: nel 2026 la quota fissa è di 4.521 € l'anno, dovuta anche se guadagni poco, più il 24% sulla parte di reddito sopra 18.808 €. Chi è nel forfettario può chiedere all'INPS la riduzione del 35%, che porta la quota fissa a circa 2.939 € ma riduce anche la pensione futura.

Che codice ATECO serve per uno studio di tatuaggi?

Con la classificazione ATECO 2025 il codice è 96.99.91 «Attività di studi di tatuaggi e piercing» (prima era 96.09.02). I coefficienti del forfettario sono ancora quelli della tabella del 2014, collegata ai vecchi codici: fai confermare il codice al commercialista o alla Camera di Commercio quando apri la pratica.

Cifre e aliquote aggiornate a ottobre 2026: verifica sempre con il tuo commercialista.

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Potete provare gratis per 12 mesi, senza impegno, e poi decidete voi se continuare. L'offerta è a tempo limitato.

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Le informazioni di questa guida sono di carattere generale e possono cambiare. Prima di prendere decisioni, verifica con lo SUAP del tuo Comune, la Camera di Commercio e il tuo commercialista.

Fonti